Pagine Romaniste
·16. April 2026
Una Roma a pezzi

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·16. April 2026

La Roma arriva alla fondamentale sfida con l’Atalanta falcidiata dagli infortuni (e dalle polemiche). Fuori quasi sicuramente almeno in sette.
Il Messaggero (A.Angeloni) – C’è vita che per gente che fino a ora abbiamo visto davvero poco: Venturino, e chissà, magari anche Zaragoza, oppure El Shaarawy, quel calciatore a scadenza – uno dei tanti – che Gasp ha dovuto gestire in un’annata per lui insolita sotto questo aspetto. El Aynaoui dovrà esserci per forza, e lui è uno di quelli facente parte delle seconde linee, che ha giocato di più, specie nella prima parte, e specie in Europa League, che sappiamo bene non è stata per la Roma una «priorità».
La vogliamo chiamare la Roma di Massara? Facciamolo, nessuno si offenderà, ma la sfida contro l’Atalanta cade proprio nel momento peggiore della stagione e le forze stanno venendo meno, ci si deve aggrappare a tutti. Liti interne, infortuni, polemiche fuori e dentro (tra queste, tiene banco la diatriba tra il tecnico e lo staff medico). Facciamo la conta degli assenti, per sabato. Ad oggi è impossibile ritrovarsi in campo contro la formazione di Palladino i vari Koné, Pellegrini, Dybala, Dovbyk e Ferguson; quasi impossibile poter contare su Pisilli, che ha preso un duro colpo alla caviglia (non ci sono lesioni, però porta un tutore) e finché il dolore persiste, persisterà pure la sua indisponibilità.
Il caso più spinoso riguarda Wesley, tornato malconcio dalla trasferta con la sua nazionale. Il brasiliano si sta allenando da solo, mai in gruppo, nemmeno nell’ultima seduta di lavoro. Lo staff medico è molto prudente, sconsigliando il suo impiego, Gasp invece vorrebbe provare a recuperarlo. Ma c’è il precedente di Koné che invita alla cautela: il francese non stava bene e contro il Bologna, nella sfida di ritorno (dopo aver saltato quella dell’andata) si è fatto male dopo una ventina di minuti, saltando inevitabilmente le partite contro Lecce, Inter e Pisa, verosimilmente non ci sarà nemmeno sabato ed è tutto da dimostrare pure che possa resuscitare per la trasferta di Bologna.
Le tensioni con i medici sono cominciate da Ferguson e dai suoi problemi alla caviglia, per poi finire a Dovbyk e Dybala sui quali, per il tecnico, si è perso troppo tempo prima di decidere se sottoporli a intervento chirurgico e meno. C’è stato poco da fare sulla pubalgia di Soulè, mentre Hermoso, mesi fa, ha forzato la mano, andando spesso in sofferenza, e anche in questa fase lo spagnolo sta facendo un lavoro di gestione, che dovrà/dovrebbe portarlo a stare al suo posto contro l’Atalanta. RoboCop Mancini invece è recuperato al cento per cento, ieri si è allenato con il resto del gruppo.
In questa fase Gasp deve fare i conti pure con chi non vuole rischiare niente in vista del Mondiale, quindi tutti i calciatori interessati alla Coppa del Mondo, sono tenuti ad andare in campo solo se saranno al cento per cento. Questo non si sposa con le esigenze dell’allenatore che ha fissato il suo obiettivo, al di là di cosa accadrà a fine stagione: il quarto posto. Che a tutt’oggi è ancora possibile, visto il calendario e gli incastri di partite che interessano le concorrenti, Como e Juventus. L’Atalanta di speranze Champions non ne ha molte, tornerebbe in corsa solo in caso di una vittoria all’Olimpico, una partita che cade a pochi giorni dal ritorno della semifinale di Coppa Italia contro la Lazio.
Al momento, la formazione anti-Atalanta è la seguente: Svilar, Mancini, Ndicka, Hermoso (Ghilardi); Celik, El Aynaoui, Cristante, Rensch (Angeliño?); Soulé, El Shaarawy; Malen. In corso d’opera vedremo tutti gli altri, da Venturino a Vaz, con nessun alternativa a centrocampo. Bene, no?









































