Calcio e Finanza
·22 June 2026
Chi è Giovanni Malagò: il nuovo presidente della FIGC voluto dalla Serie A

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Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC. L’ex presidente del CONI, candidato dalla Serie A e appoggiato dalla Serie B, oltre che da allenatori e calciatori, ha battuto alle elezioni federali Giancarlo Abete, che rimane quindi presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Malagò ha conquistato la presidenza della Federcalcio con oltre il 68% dei voti, mentre Abete si è fermato al 29%.
Giovanni Malagò prende in mano quindi il movimento calcistico italiano dopo la gestione di Gabriele Gravina, dimessosi in seguito alla mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali per la terza volta consecutiva dopo il 2018 e il 2022. L’ex presidente del Comitato Olimpico Nazionale, nel suo programma elettorale con cui si è candidato, ha toccato vari punti: dai giovani agli stadi passando per i campionati nazionali.
Nato a Roma il 13 marzo 1959, Malagò proviene da una famiglia con forti legami con lo sport e con l’imprenditoria. Suo padre Vincenzo è stato per anni vicepresidente della Roma – squadra di cui Malagò è grande tifoso – e fondatore del gruppo Samocar, attivo nel settore automobilistico. A proposito della sua fede calcistica, Malagò dichiarò in un’intervista di qualche anno fa: «Trovo penoso nascondere la propria fede calcistica quando si ottiene popolarità o si ricoprano cariche pubbliche. Basta non essere faziosi, e io non lo sono: me lo riconoscono tutti».
Dopo gli studi al liceo scientifico, Malagò ha intrapreso un percorso universitario in Economia e Commercio, completato successivamente con laurea conseguita all’Università di Siena. Fin da giovane ha affiancato agli studi una intensa attività sportiva. In particolare, si è distinto nel calcio a 5, disciplina nella quale ha conquistato tre Scudetti con la Roma RCB e quattro Coppe Italia. Con la nazionale italiana di futsal ha partecipato anche al Mondiale del 1986 disputato in Brasile.
Terminata la carriera agonistica, Malagò ha intrapreso quella imprenditoriale e dirigenziale. Storica peraltro la sua amicizia con Luca Cordero di Montezemolo e la vicinanza con l’avvocato Giovanni Agnelli. È diventato amministratore delegato della Samocar, società fondata dal padre e specializzata nella distribuzione di auto di lusso, e parallelamente ha iniziato a ricoprire incarichi sempre più rilevanti nel mondo dello sport. Tra questi, la presidenza del Circolo Canottieri Aniene e la guida del comitato organizzatore degli Internazionali d’Italia di tennis.
Il Circolo Canottieri Aniene, in particolare, è considerato uno dei club sportivi più influenti d’Italia non solo per i risultati sportivi, ma soprattutto per il peso politico, economico e relazionale che ha nel mondo dello sport italiano. L’Aniene è noto infatti per essere un punto di incontro tra dirigenti sportivi, imprenditori e figure istituzionali. Nel corso degli anni è diventato uno dei centri informali di relazioni più importanti. Tra i soci o frequentatori del club ci sono stati dirigenti di primo piano, tra cui lo stesso Giovanni Malagò, che ne è stato appunto presidente dal 1997 al 2016.
Il salto definitivo nella governance sportiva arriva nel 2013, quando viene eletto presidente del CONI battendo a sorpresa il segretario generale Raffaele Pagnozzi. Durante la sua gestione, Malagò è diventato una delle figure più influenti dello sport italiano, venendo confermato per più mandati (fino a giugno 2025, quando il suo posto è stato preso da Luciano Buonfiglio) e assumendo anche un ruolo internazionale. Dal 2019 al 2026, è stato infatti membro del board Comitato Olimpico Internazionale.
Tra i dossier più importanti della sua carriera c’è anche l’organizzazione dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026, per i quali ha presieduto il comitato organizzatore della Fondazione Milano Cortina, diventando uno dei principali promotori dell’evento che ha riportato i Giochi in Italia.
Nel corso degli anni Malagò ha avuto anche un ruolo diretto nella gestione di momenti critici del calcio italiano. Nel 2018, durante la crisi istituzionale della federazione, il CONI intervenne nominando un commissario straordinario alla guida della FIGC e lo stesso Malagò fu commissario della Lega Serie A per alcuni mesi, fino al ritorno alla normale governance. Esperienza manageriale, relazioni consolidate nello sport internazionale e una lunga attività ai vertici del sistema sportivo italiano sono alcuni degli elementi che hanno convinto la Serie A a proporre Malagò come presidente della FIGC, posizione conquistata ufficialmente oggi dopo l’elezione odierna.
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