De Laurentiis: «Futuro FIGC? Non serve un ex giocatore, ma qualcuno che possa parlare politicamente con il governo. Sugli agenti…» | OneFootball

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·11 April 2026

De Laurentiis: «Futuro FIGC? Non serve un ex giocatore, ma qualcuno che possa parlare politicamente con il governo. Sugli agenti…»

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De Laurentiis sicuro: «FIGC? Non serve un ex giocatore, ma qualcuno che possa parlare con il governo. Sugli agenti dico che…»

Da Los Angeles, dove è stato presentato il documentario Ag4in dedicato al quarto scudetto del Napoli, il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis ha concesso una lunga intervista a CBS. Nel corso del dialogo, il patron partenopeo ha affrontato numerosi temi legati al suo ruolo alla guida del club e alla visione futura della società.

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ACQUISTO CLUB – «Dopo la bancarotta il Napoli doveva essere acquistato con un’asta. Mio figlio Luigi e mia moglie Jacqueline mi dissero: ‘Ma sei pazzo? Non sai nulla sul calcio!”, ma io sono un uomo di business e volevo questa nuova avventura, molto divertente. Acquistai un pezzo di carta, non c’erano i giocatori e non sapevo da dove iniziare. Ripartimmo dalla Serie C, per me è stato come il miglior film della mia vita»

NAPOLI – «Il quarto scudetto è stato bello ed ero molto emozionato, fino alla fine era come vivere in un casino. Tutti i giocatori giocavano per la maglia, per Conte, che urlava eccitato a ogni partita e chiedeva a tutti di non mollare mai. Lui è un grandissimo motivatore».

LE ALTRE BIG – «Noi guadagniamo un terzo di Milan e Inter, la metà della Juventus, un quarto di Real, Psg, City e United. Così è veramente difficile essere in competizione con loro. Questo è il problema, noi dobbiamo restare molto attenti alla gestione economica del club per competere e rendere la difficile la vita agli altri»

AGENTI – «Il calcio è troppo vecchio, dobbiamo rinnovarlo. Le nuove generazioni hanno passione, ma non pazienza, non riescono a stare 2 ore davanti alla tv. Nelle partite c’è solo uno stupido intervallo di 15 minuti tra un tempo e l’altro e non capisco perché. Si potrebbero dividere i due tempi, magari 25′ ognuno con il tempo effettivo come nel basket. Oggi nel calcio sono gli agenti a decidere quanto recuperare, io lotto con la Figc perché un arbitro non era bravo, un altro fa così…è un’anarchia. Il calcio è un’industria e loro non lo capiscono. Noi investiamo tantissimi soldi, parlano troppe persone. Come gli agenti che si credono i proprietari del calcio, chiedono tantissimi soldi per cosa? Solo per firmare un contratto e poi scomparire? Se un giocatore ha un problema, gli agenti scompaiono»

TROPPE PARTITE «Il numero delle partite è esploso. La Uefa vuole fare più soldi, così fa le competizioni più lunghe. Poi dopo l’arrivo del Re Infantino abbiamo fatto il Mondiale per Club. I giocatori non possono giocare 70 partite in una stagione, altrimenti è un suicidio. Puoi farlo una stagione, ma come possono resistere? Modric ha 40 anni, è un giocatore fantastico, ma se gli dici: ‘Caro Luka, vuoi giocare 70 partite all’anno?’, direbbe ‘assolutamente no’. Come cambiare il sistema? I soldi guadagnati dovrebbero essere dei club e non della federazione, questa è la prima distinzione. Perché la Uefa fa troppi soldi e anche la Fifa. Loro dicono che distribuiscono, ma non è così. Mentono, non dicono la verità».

CALCIO ITALIANO – «Sto spingendo da anni per tornare al campionato a 16 squadre, non a 20. Ridurre il numero di partite di permette di avere 2 mesi per allenare la Nazionale. Poi vorrei sapere perché non c’è un’assicurazione se un giocatore si fa male con le nazionali. Loro vogliono i nostri giocatori? Devono pagare. Perché li devo dare gratuitamente? Sono una mia proprietà, non loro. Sull’Italia eliminata, Gravina voleva proteggersi, Gattuso non sapeva dove andare o cosa dire, è un’ansia. Per avere successo serve essere rilassati»

FUTURO FIGC «Non serve un ex giocatore, ma qualcuno che possa parlare politicamente con il governo per ottenere qualcosa che non abbiamo mai avuto. Per risolvere problemi fiscali e burocratici. Abbiamo bisogno di persone con credibilità, che possano parlare con i ministri e risolvere i problemi».

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