Elezioni FIGC, prosegue il testa a testa fra Malagò e Abete: i prossimi appuntamenti e cosa serve per vincere | OneFootball

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·28 April 2026

Elezioni FIGC, prosegue il testa a testa fra Malagò e Abete: i prossimi appuntamenti e cosa serve per vincere

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Elezioni FIGC, prosegue il testa a testa fra Malagò e Abete. Il primo sembra essere in vantaggio, ma ancora la partita è assolutamente aperta

l panorama del calcio italiano si prepara a una svolta epocale con l’avvicinarsi del 22 giugno, data fissata per le attesissime elezioni FIGC. Questo appuntamento non rappresenta solo un passaggio burocratico, ma una vera e propria battaglia politica per ridisegnare gli equilibri di potere del sistema federale. Secondo le analisi de La Gazzetta dello Sport, la contesa per la presidenza si è ormai trasformata in un duello serrato tra Giovanni Malagò, profilo sostenuto dalla Lega Serie A, e Giancarlo Abete, che vanta lo storico appoggio della Lega Nazionale Dilettanti.

In questo contesto di forte incertezza, l’esito delle elezioni FIGC dipenderà in gran parte dalle scelte dell’Assocalciatori (AIC) e dell’Assoallenatori (AIAC). Queste due realtà detengono rispettivamente il 20% e il 10% del peso elettorale, quote fondamentali per superare la soglia del 51% necessaria per la vittoria. Renzo Ulivieri, a capo dell’AIAC, ha confermato che il consiglio direttivo si riunirà a breve per sciogliere le riserve dopo aver ascoltato i programmi di entrambi i candidati. Anche Umberto Calcagno, per l’AIC, sta lavorando per mantenere la compattezza dei suoi 52 delegati, con un orientamento che sembrerebbe premiare la visione di rinnovamento proposta da Malagò.


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Dal punto di vista puramente numerico, le elezioni FIGC vedono Abete partire da una base solida del 34% garantita dalla LND. Di contro, Malagò può contare sul 12% della Serie A, nonostante la nota opposizione interna di Claudio Lotito. La partita si gioca dunque sul consenso dei blocchi intermedi: chi riuscirà a convincere calciatori e allenatori avrà virtualmente in mano le chiavi di via Allegri.

Mentre la politica sportiva si concentra sulle elezioni FIGC, resta alta la tensione sul fronte arbitrale. Il Corriere dello Sport ha rilanciato l’ipotesi di un commissariamento dell’AIA, complice il caso legato all’inibizione di Antonio Zappi per “indebite pressioni”. Gabriele Gravina, presidente dimissionario, ha espresso una ferma contrarietà a soluzioni esterne, difendendo l’autonomia federale contro ogni ipotesi di commissariamento per legge. Tuttavia, è evidente che il nuovo leader che emergerà dalle elezioni FIGC dovrà affrontare come prima priorità una profonda riforma del settore arbitrale, attualmente scosso da inchieste e tensioni intestine. Il futuro del calcio italiano passa inevitabilmente da una stabilità che oggi appare ancora lontana.

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