Italiano: “Contro Atalanta e Inter per dare continuità alla vittoria di Napoli. Skorupski titolare, Bernardeschi scommessa vinta, Rowe può diventare un campione ma…” | OneFootball

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·16 May 2026

Italiano: “Contro Atalanta e Inter per dare continuità alla vittoria di Napoli. Skorupski titolare, Bernardeschi scommessa vinta, Rowe può diventare un campione ma…”

Article image:Italiano: “Contro Atalanta e Inter per dare continuità alla vittoria di Napoli. Skorupski titolare, Bernardeschi scommessa vinta, Rowe può diventare un campione ma…”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate nel pomeriggio in conferenza stampa a Casteldebole dal tecnico rossoblù Vincenzo Italiano alla vigilia di Atalanta-Bologna, gara valida per la 37^ giornata di Serie A Enilive in programma domani alle 18.

Campionato alle battute finali – «Abbiamo vissuto alcuni momento esaltanti e altri meno, vediamo se in queste ultime due gare riusciremo a dare continuità al risultato e alla prestazione di Napoli. L’anno scorso nel finale di stagione abbiamo aggiunto una splendida ciliegina sulla torta, ora proveremo a stupire anche contro Atalanta e Inter. Non voglio cercare alibi, però abbiamo il recordman di legni colpiti (Orsolini, ndr) e siamo incappati in infortuni ci hanno limitato molto, tutte cose che ci faranno chiudere in una posizione di classifica meno bella rispetto a quella che ci attendevamo. È stata un’annata che purtroppo va analizzata in questo modo».


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Skorupski ritrova i pali – «Abbiamo delle gerarchie: in settimana ho parlato con Lukasz e se starà bene al 100% giocherà lui, perché gliel’avevo promesso e perché è il nostro portiere titolare».

Rowe, potenziale enorme – «Jonathan diventerà un campione se capirà che l’allenamento deve avere la stessa intensità della partita. Non che adesso non si stia allenando bene, ma deve compiere questo ulteriore step di crescita dal punto di vista dell’intensità per migliorare ancora».

Il vero Bernardeschi – «Ormai lo possiamo dire perché la stagione volge al termine: con Federico abbiamo vinto la scommessa. Certo, non ci stavamo giocando il tutto per tutto con un ragazzino sconosciuto, ma c’erano dei dubbi sul rimetterlo in condizione dopo anni lontano dal calcio europeo. Alla fine è sbocciato ed è tornato il calciatore che tutti conoscevamo. È un ‘bambinone’, nel senso che ancora si diverte tanto e si arrabbia quando non gioca, ha il fuoco dentro».

Rendimento opposto – «Non sempre nel calcio si riesce a trovare una spiegazione, è qualcosa da studiare in vista del prossimo anno. Forse la troppa veemenza ed euforia ci ha portato ad essere poco razionali davanti ai nostri tifosi, invece fuori abbiamo trovato una concretezza incredibile: difendiamo bene e spesso al primo tiro in porta facciamo gol. Non abbiamo fatto apposta a perdere così tante gare in casa, ci dispiace tanto e sappiamo che alcuni mugugni sono arrivati per questo».

Ottavo posto da consolidare – «L’Atalanta è una squadra forte che gioca un calcio consolidato e riconoscibile. In campionato non hanno più obiettivi particolari, se non ovviamente quello di mantenere lo slot che vale la Conference, mentre a noi in tal senso servirebbe un miracolo. Comunque sarà un confronto vero e mi auguro che i ragazzi lo affrontino nel migliore dei modi».

Tomasevic convocato – «È un ragazzo interessante ma domani giocheranno titolari Heggem ed Helland, poi vedremo se in corso d’opera ci sarà bisogno di lui. Nella nostra Primavera ci sono molti prospetti validi e Tomasevic è senza dubbio uno di questi».

Un calcio che brucia in fretta – «Uno dei problemi più grandi del nostro calcio è la poca pazienza coi giovani, così come la poca pazienza legata ai risultati: sono aspetti da migliorare. Non so quanto tempo ci vorrà ma è una mentalità che va cambiata se si vogliono raggiungere traguardi importanti in campo internazionale».

Ricordi di Coppa Italia – «Quando dico che arrivare in finale o comunque in fondo alle competizioni è già un successo, e che il cammino va premiato, lo dico con sincerità. Vedere Lazio-Inter mi ha fatto venire in mente che all’Olimpico un anno fa c’eravamo noi e abbiamo gioito: sono orgoglioso di aver alzato quel trofeo facendo qualcosa di incredibile».

Tornare presto in Europa – «In queste ultime stagioni nelle prime sei-sette della classifica si sono inserite Bologna, Atalanta e Como, ma di base le squadre che si giocano i posti europei sono sempre le stesse. La Fiorentina la considero tra quelle, nonostante la stagione anomala. Stare lì non è facile, bisogna stupire, segnare con frequenza e avere continuità di risultati tra casa e trasferta: occorre viaggiare forte e avere un rendimento di grandissimo livello».

Poker d’assi dall’inizio? – «No, uno tra Bernardeschi, Orsolini e Rowe finirà la partita da subentrato. Non giocherò con tutti e tre dall’inizio, oltre a Castro, perché contro una squadra di enorme intensità come l’Atalanta avrò bisogno di forze fresche a gara in corso, sperando che qualcuno possa incidere come Jonathan a Napoli».

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