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·11 February 2026
Juventus Next Gen, Claudio Chiellini: «Mercato dinamico, su Gunduz, Licina e Oboavwoduo dico questo. Noi pionieri in Italia del progetto Seconda squadra»

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Claudio Chiellini, Head of Next Gen Area della Juventus, ha rilasciato una lunga intervista sui canali ufficiali del club. Di seguito le sue parole.
IL RENDIMENTO – «Sicuramente fa piacere essere riusciti a trovare una continuità di rendimento. Siamo partiti molto bene in campionato, poi abbiamo avuto un periodo difficile, complice anche qualche infortunio. Il pareggio a Gubbio, però, a fine novembre con quella rete di Faticanti nel recupero in dieci contro undici, penso sia stata la molla che, poi, ha portato a una continuità di rendimento. A prescindere dai risultati, però, ci tengo a sottolineare che le prestazioni e la crescita dei ragazzi sono gli aspetti che ci gratificano di più. Sicuramente aver dato continuità alla guida tecnica con Brambilla ci ha permesso di preparare la stagione in anticipo e di studiare i percorsi di crescita giusti per ogni calciatore».
IL MERCATO DI GENNAIO – «Il mercato della Next Gen è sempre dinamico e lo è stato anche in quest’ultima sessione. Sono tornati profili come Cerri e Mulazzi, giocatori che conoscono bene l’ambiente Juventus e che cercano continuità. Tra i nuovi, Gunduz si è inserito immediatamente grazie alla sua esperienza in Italia, mentre i due ragazzi provenienti rispettivamente dai settori giovanili di Bayern Monaco e Manchester City – Licina e Oboavwoduo – possiedono grandi qualità tecniche e necessitano solo di un breve periodo di adattamento al calcio italiano. Inoltre Mazur è stato promosso in Next Gen dall’Under 20 nel corso di questa stagione. La nostra volontà, insieme a Massimiliano Scaglia, è quella di creare il più possibile un gruppo unico tra queste due squadre e lo abbiamo dimostrato con la partecipazione di una nostra rappresentativa alla Premier League International Cup in cui c’è stata grande collaborazione anche tra gli staff. Per quanto riguarda le cessioni, sono stati fatti percorsi differenziati: Turricchia e Perotti sono stati ceduti a titolo definitivo avendo concluso il loro ciclo in Next Gen. Altri, come Ngana, Crapisto e Vacca, sono andati in prestito per giocare con maggiore frequenza, mentre Rouhi e Pedro Felipe sono passati in categorie superiori per misurarsi con livelli di difficoltà più alti. Infine, Okoro era arrivato in prestito dal Venezia e ci è sembrato giusto, vista l’abbondanza in attacco e gli acquisti di altri calciatori, dargli l’opportunità di misurarsi con la Serie B. Anche a lui, come a tutti gli altri ragazzi, faccio un grande in bocca al lupo».
L’OBIETTIVO DELLA NEXT GEN – «L’obiettivo della Next Gen, come penso di tutte le seconde squadre, è principalmente quello di far crescere i calciatori. Poi, ovviamente, questo deve essere bilanciato con i risultati sul campo. Abbiamo l’esempio di tante grandi squadre, in Italia e all’estero, che non sono riuscite magari in una determinata stagione a raggiungere dei risultati di classifica e sono retrocesse. Penso al Milan l’anno scorso o al Bayern Monaco, al Borussia Dortmund e al Barcellona all’estero. La retrocessione, che è un po’ lo spauracchio di noi che lavoriamo nelle seconde squadre, è un qualcosa di cui bisogna tener conto perché fa parte anche della crescita dei giocatori. Ovviamente l’obiettivo della Juventus è quello di cercare ogni anno di migliorare i giocatori, di dargli l’opportunità di avere un’esperienza tra i professionisti per fare sì che possano essere pronti per la Prima Squadra o per altre esperienze. Ci sono giocatori attualmente nella nostra rosa, sia italiani che stranieri, che sono sicuro nel breve o medio periodo potranno arrivare ad alti livelli. L’augurio è che possano arrivare in Prima Squadra e dimostrare il loro valore, ma se così non fosse non sarà un problema. Prendo l’esempio di Muharemovic, che in Prima Squadra non ha mai esordito in gare ufficiali, ma sta dimostrando tutto il suo valore in Serie A con la maglia del Sassuolo. L’invito che faccio ai tifosi della Juventus, dunque, è quello di venire a vederli giocare ad Alessandria, perché quando arriverà il momento in cui esordiranno in Prima Squadra o andranno in altre grandi società, sarà più difficile seguirli quotidianamente».
IL RUOLO DEGLI OVER – «Noi cerchiamo sempre di bilanciare la squadra con calciatori di prospettiva, calciatori più funzionali e calciatori “over” che, come nel caso di (Filippo) Scaglia e Guerra, sono dei capitani in campo e dei leader nello spogliatoio. Loro riescono, anche nelle difficoltà, a tenere la situazione sotto controllo e ad aiutare i ragazzi giovani – con il contributo del Mister e dello staff – a uscire da questi momenti. Nel 2018, quando è partito il progetto della nostra Seconda Squadra, la scelta è stata quella di puntare su calciatori over cresciuti nel nostro Settore Giovanile. È stata una scelta che, secondo me, aveva un senso in quanto questi calciatori conoscevano già l’ambiente ed era più facile per loro trasmettere l’identità del Club ai compagni. Con il passare degli anni, poi, sono stati presi dei calciatori che nelle altre squadre erano abituati a lavorare con i giovani e a gestire uno spogliatoio. Ora abbiamo figure come Guerra e Scaglia, in passato ce ne sono state altre come ad esempio Poli, Iocolano, Brighenti, Troiano – che tra l’altro è tornato in bianconero nelle vesti di membro dello staff della Prima Squadra – e Alcibiade. Tutti giocatori che hanno dato un supporto non solo tecnico, ma soprattutto fuori dal campo e che tanti ragazzi hanno apprezzato e continuano ad apprezzare. Non è un caso che tanti giocatori che oggi stanno avendo una carriera importante continuano a sentirsi con questi calciatori che sono stati importanti per loro nel momento di passaggio dal Settore Giovanile al professionismo».
SCOUTING E CRESCITA – «Il nostro lavoro di scouting è un lavoro al plurale, perché i giocatori non li acquista mai solo il direttore sportivo, ma fa parte di un processo che comprende tante persone. Parlando nello specifico di Puczka, siamo contenti di quello che sta facendo David. Sicuramente a livello statistico, per quanto concerne gol e assist, le prestazioni che sta facendo sono sotto gli occhi di tutti. Questo discorso vale per lui, ma non solo. Cerchiamo sempre di conoscere il ragazzo prima di acquistarlo, di andarlo a vedere di persona e di stare con lui per capire anche a livello caratteriale se è in grado di stare nell’ambiente Juventus. La mentalità, la forza di volontà e la voglia di migliorarsi sempre stanno alla base di quello che deve essere un giocatore della Juventus. Negli anni abbiamo visto che arrivano in Prima Squadra i calciatori che non solo tecnicamente hanno qualcosa in più, ma che eccellono anche in queste qualità. Abbiamo una struttura scouting che in questo momento fa capo a Sergio Carnesalini, che lavora in Italia e all’estero; il merito non è mai solo del direttore che acquista, ma è più ampio e va condiviso in egual misura con le persone che girano l’Europa settimanalmente a monitorare questi calciatori. Purtroppo, oggi, troppo spesso nel calcio si parla al singolare; in verità, però, le persone coinvolte in queste dinamiche sono tantissime».
IL FUTURO – «La Juventus è stata pioniera in Italia, progettando la Seconda Squadra anni prima del debutto ufficiale nel 2018. L’auspicio per il futuro è che il progetto venga esteso a tutte le società di Serie A attraverso una riforma che obblighi l’iscrizione di seconde squadre, non solo in Serie C, ma anche in Serie D. Campionati come la Serie D sono palestre fondamentali: ne sono la prova Gatti e Cambiaso, oggi in Prima Squadra, ma cresciuti proprio nelle categorie dilettantistiche».
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