Lautaro Martinez, l’effetto “Toro” sposta gli equilibri del campionato. L’Inter si gode il suo capitano | OneFootball

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·7 April 2026

Lautaro Martinez, l’effetto “Toro” sposta gli equilibri del campionato. L’Inter si gode il suo capitano

Article image:Lautaro Martinez, l’effetto “Toro” sposta gli equilibri del campionato. L’Inter si gode il suo capitano

Lautaro Martinez, il ritorno del capitano trasforma l’a squadra di Chivu’Inter: numeri da record e una media gol raddoppiata con l’argentino in campo.

La sua mancanza si è sentita come un vuoto d’aria improvviso. L’hanno percepita i compagni, costretti a faticare il doppio per trovare la via della rete; l’ha sentita Cristian Chivu, che ha visto il potenziale offensivo della sua Inter letteralmente dimezzarsi, e l’hanno sentita i tifosi, privati del loro trascinatore. Ma a Lautaro Martinez sono bastati pochi minuti dal suo rientro contro la Roma per ricordare a tutti perché la sua presenza sia l’ago della bilancia del progetto nerazzurro: un gol immediato, una doppietta finale e la sensazione che, con lui sul rettangolo verde, la musica sia decisamente un’altra.

I numeri del dominio: l’Inter cambia volto con il suo capitano

A 29 anni, il “Toro” non è più solo un finalizzatore, ma il cuore pulsante di un sistema che senza di lui fatica a girare a pieno regime. I dati analizzati da DAZN sono impietosi per chiunque pensi che l’Inter possa prescindere dal suo numero 10. La media gol della squadra con Lautaro in campo schizza a 2.5 a partita, mentre crolla a un misero 1.2 quando l’argentino è assente. Non è solo fortuna, è una questione di volume di gioco: con lui la squadra tenta 18.2 tiri a match contro i 15.6 registrati senza di lui, centrando lo specchio della porta 6.5 volte (rispetto alle 4.8 delle assenze).


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La leggenda dei record: superato Boninsegna

La vittoria contro i giallorossi ha permesso a Martinez di scolpire ulteriormente il suo nome nella storia del club. Con la doppietta di domenica, ha ufficialmente superato Roberto Boninsegna, diventando il terzo miglior marcatore della storia dell’Inter. Un traguardo leggendario per un calciatore straniero che da cinque anni consecutivi non scende mai sotto la soglia dei 15 gol a stagione. La sua “tigna”, quel misto di cattiveria agonistica e sacrificio, infonde ai compagni una fiducia che si traduce in una media di 13.7 occasioni create a partita, contro le 11.4 dei periodi di stop.

L’effetto sulla ThuLa e il feeling con Thuram

L’importanza di Lautaro Martinez si riflette soprattutto sul rendimento dei partner d’attacco. Marcus Thuram, che pure ha provato a reggere l’urto insieme ai giovani Pio e Bonny, ha ammesso candidamente quanto il ritorno del capitano sia stato fondamentale: “Giocare con Lautaro è come essere a casa”. Il feeling della ThuLa, costruito in tre anni di successi, è tornato a brillare proprio nella notte di San Siro, dove il francese ha ritrovato gol e assist (ben due) nella stessa serata in cui ha riabbracciato la sua metà ideale. Nonostante un’annata caratterizzata da una mancanza di continuità fisica, i numeri di Lautaro restano d’élite: 18 gol e 5 assist in questa stagione, confermandosi il pilastro su cui Chivu vuole costruire la difesa dello scudetto.

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