McKennie si racconta: «Il mio tempo alla Juve è stato un ottovolante emotivo. Avrei potuto prendere la via facile quando mi volevano vendere ma…» | OneFootball

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·13 March 2026

McKennie si racconta: «Il mio tempo alla Juve è stato un ottovolante emotivo. Avrei potuto prendere la via facile quando mi volevano vendere ma…»

Article image:McKennie si racconta: «Il mio tempo alla Juve è stato un ottovolante emotivo. Avrei potuto prendere la via facile quando mi volevano vendere ma…»

McKennie si racconta in un’intervista parlando della Juventus: «Il mio tempo alla Juve è stato un ottovolante emotivo»

Weston McKennie ha rilasciato un’intervista a The Cooligans, intervenendo dopo la recente firma sul nuovo contratto che lo legherà ancora alla Juventus. Il centrocampista statunitense ha affrontato diversi temi legati alla sua esperienza in bianconero e al percorso che lo ha portato a riconquistare un ruolo centrale nella squadra.


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JUVE – «Il mio tempo alla Juve è stato un ottovolante emotivo. Penso che sia una relazione piuttosto pubblica, sì, una relazione pubblica come si può dire. Però mi sono sempre sentito a casa qui e ho sempre sentito di appartenere a questo posto»

FIDUCIA – «E come hai detto, io rimango sempre fedele a ciò in cui credo e alla fine credo in me stesso più di quanto facciano gli altri, e penso che sia questo che mi ha portato avanti nella mia carriera molte volte.»

CRESCITA – «Ma essere qui mi ha insegnato molto, a essere onesti. Mentalmente mi ha insegnato molto: quando sei con le spalle al muro, andare avanti, abbassare la testa e lavorare»

MATURITÀ – «Anche solo maturità in generale. Qui mettono molta… non direi pressione, ma è la cultura italiana, capisci? Sono eleganti, maturi, parlano bene, e penso di essere cresciuto anche in questo»

CREDERCI – «Avrei potuto prendere la via facile quando la Juventus voleva vendermi un anno e mezzo fa. Avrei potuto dire: “Ok, non mi volete qui”. Ma io sapevo di poter giocare in questa squadra e di poter tornare titolare. Sapevo che non sarebbe stato un percorso semplice: magari stare in panchina, allenarmi durissimo ogni giorno. Ma ero disposto a farlo. A volte devi capire che le cose non sono sempre facili e non ti vengono regalate. Quando hai le spalle al muro, non puoi più tornare indietro. Puoi solo andare avanti.».

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