Juventusnews24
·13 March 2026
McKennie svela: «Mi sono sempre sentito a casa qui alla Juve. Un anno e mezzo fa volevano vendermi ma…»

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·13 March 2026

Weston McKennie è intervenuto a The Cooligans: di seguito le parole del centrocampista che da poco ha rinnovato il suo contratto con la Juventus.
JUVE – «Il mio tempo alla Juve è stato un ottovolante emotivo. Penso che sia una relazione piuttosto pubblica, sì, una relazione pubblica come si può dire. Però mi sono sempre sentito a casa qui e ho sempre sentito di appartenere a questo posto»
FIDUCIA – «E come hai detto, io rimango sempre fedele a ciò in cui credo e alla fine credo in me stesso più di quanto facciano gli altri, e penso che sia questo che mi ha portato avanti nella mia carriera molte volte.»
CRESCITA – «Ma essere qui mi ha insegnato molto, a essere onesti. Mentalmente mi ha insegnato molto: quando sei con le spalle al muro, andare avanti, abbassare la testa e lavorare»
MATURITÀ – «Anche solo maturità in generale. Qui mettono molta… non direi pressione, ma è la cultura italiana, capisci? Sono eleganti, maturi, parlano bene, e penso di essere cresciuto anche in questo»
ADATTAMENTO – «Io sono sempre stato uno che si adatta facilmente, anche dai ruoli che faccio in campo si vede. Per me è difficile non avere un buon rapporto con un allenatore, perché il mio gioco è lavorare, lavorare, lavorare. Sono un “workhorse”. In qualsiasi sport ogni squadra ha bisogno di uno così. Quindi non penso che cambi molto. Se vuoi costruire qualcosa di duraturo è ovviamente meglio avere continuità per sviluppare uno stile e delle tattiche. Ma alla fine i migliori atleti del mondo devono giocare con le carte che ricevono.Il nostro lavoro è adattarci e trarne il meglio.»
ODIO ONLINE – «Penso che se le persone avessero tempo di conoscermi davvero, molte delle cose che scrivono online non le direbbero mai di persona. Per esempio il tema del peso non è un segreto, è qualcosa di cui si è parlato. Per molto tempo sono riuscito a “farla franca” perché ero giovane e posso correre tanto. Di solito sono quello che corre di più nelle partite. Ma qui in Italia, con gli allenatori e lo staff che ho avuto, sto capendo che con l’età non puoi più permettertelo. Devi prenderti cura del tuo corpo: recupero, idratazione, tutto. Io odio il recupero. Odio quelle cose. Sono uno che dice: “Il mio corpo recupererà da solo”.Magari mi faccio un pisolino in più. Comunque cerco di non pensarci troppo. Però sì, è qualcosa che mi ha motivato molto nella mia carriera. Ho avuto persone che dubitavano di me fin dalle nazionali giovanili, U17, U14. Sono stato tagliato, mi dicevano che non ero abbastanza bravo. Quindi sì, ci convivo da tutta la vita. E penso che in realtà mi faccia rendere meglio invece di buttarmi giù»
PADRE – «Ci sono momenti in cui dico a mio padre: “Papà, basta. Stai solo alimentando il fuoco”. Perché se nessuno rispondesse certe cose morirebbero il giorno dopo. Ma capisco anche che da genitore vuoi proteggere tuo figlio. La cosa divertente è che al Mondiale in Qatar diceva: “I miei fan su Twitter… uno mi ha chiesto una foto”. Quindi sì, in fondo gli importa dei suoi follower. È divertente vederlo attivo, anche se a volte devo dirgli: “Davvero?”.»
CREDERCI – «Avrei potuto prendere la via facile quando la Juventus voleva vendermi un anno e mezzo fa. Avrei potuto dire: “Ok, non mi volete qui”. Ma io sapevo di poter giocare in questa squadra e di poter tornare titolare. Sapevo che non sarebbe stato un percorso semplice: magari stare in panchina, allenarmi durissimo ogni giorno. Ma ero disposto a farlo. A volte devi capire che le cose non sono sempre facili e non ti vengono regalate. Quando hai le spalle al muro, non puoi più tornare indietro. Puoi solo andare avanti.»









































