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·6 January 2026

Mercato, nodo Champions: come funzionano le liste e il rischio per gennaio

Article image:Mercato, nodo Champions: come funzionano le liste e il rischio per gennaio

Gli acquisti di gennaio possono giocare in Champions? Una domanda che molti si fanno, ora che la sessione invernale dei trasferimenti si è aperta e i club sono a caccia di rinforzi per sistemare le proprie rose. La risposta è sì: i nuovi acquisti di gennaio potranno giocare le coppe europee, ma non potranno scendere in campo per le ultime due partite decisive di Champions e di Europa League della fase campionato.

Per fare un esempio, se l’Inter acquistasse un nuovo laterale destro e cedesse Frattesi, il nuovo acquisto non potrebbe giocare con Arsenal e Borussia Dortmund e il calciatore ceduto non potrebbe comunque essere rimpiazzato. E il discorso vale chiaramente per tutti gli altri club che partecipano alle coppe, tra cui le italiane Juventus, Napoli, Atalanta, Roma Bologna (la Fiorentina ha già concluso la fase campionato in Conference).


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Gli acquisti di gennaio possono giocare in Champions? La fase a eliminazione diretta

Il discorso cambia invece una volta conclusa la fase campionato. Qui il principio generale è piuttosto chiaro: una volta chiuso il girone e prima dell’inizio degli ottavi (o degli spareggi a eliminazione diretta, a seconda della competizione), ogni società può registrare al massimo tre nuovi giocatori per il prosieguo del torneo. Si tratta di una finestra di manovra limitata, pensata per consentire aggiustamenti mirati ma senza stravolgere l’equilibrio sportivo costruito nei mesi precedenti.

C’è però una distinzione importante legata al tipo di campionato nazionale a cui il club partecipa. Le società inserite in tornei che iniziano e finiscono nello stesso anno solare – come accade in diversi Paesi extraeuropei – possono infatti beneficiare di alcune deroghe. In questi casi, il regolamento prevede iscrizioni aggiuntive, ma solo al verificarsi di condizioni ben precise.

Gli acquisti di gennaio possono giocare in Champions? Le eccezioni

La prima eccezione scatta se, tra la fine della fase campionato europea e l’inizio della fase a eliminazione diretta, più di cinque giocatori presenti nella Lista A non risultano più tesserati a livello nazionale per quel club. In uno scenario del genere, la società ottiene il diritto a registrare un quarto nuovo calciatore, portando quindi a quattro il numero massimo di innesti consentiti per le restanti partite della competizione.

La seconda soglia è ancora più restrittiva: se i giocatori non più registrati superano quota sette, allora il club può aggiungere due nuovi elementi oltre ai tre “standard”, arrivando così a un totale di cinque nuovi giocatori eleggibili. Anche in questo caso, però, la finestra temporale resta invariata e tutte le iscrizioni devono essere formalizzate entro la stessa scadenza.

Gli acquisti di gennaio possono giocare in Champions? Le scadenze

Sul piano operativo, i tempi sono stringenti. I club hanno tempo fino alle 24:00 di giovedì 5 febbraio per comunicare ufficialmente alla UEFA tutte le modifiche alle liste. Solo dopo l’approvazione formale da parte dell’organo di governo del calcio europeo, gli elenchi completi degli ingressi e delle uscite per ciascuna squadra verranno pubblicati sul sito ufficiale UEFA.

Un altro aspetto rilevante riguarda l’eleggibilità dei giocatori. Il regolamento chiarisce infatti che i nuovi iscritti – rientranti nella quota prevista – possono aver già disputato partite europee nella stessa stagione con un altro club, sia nelle qualificazioni, sia negli spareggi o nella fase campionato di Champions, Europa League o Conference League. Una norma che amplia sensibilmente il bacino di calciatori utilizzabili, rispetto alle restrizioni del passato.

Resta infine il tema della composizione della Lista A. Se l’inserimento dei nuovi giocatori dovesse far superare il tetto massimo di 25 elementi, la società è obbligata a rimuovere un numero equivalente di calciatori già presenti, così da rientrare nei limiti. In ogni caso, va sempre rispettata la quota minima di giocatori formati localmente, che continua a rappresentare un vincolo imprescindibile anche durante il mercato di gennaio.

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