Calcionews24
·8 May 2026
Moratti racconta: «Ecco come andò per Ibrahimovic al Barcellona. Cantona era disposto a venire all’Inter. Mourinho al Real Madrid sarebbe una rivincita»

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Nel corso della recente puntata del podcast sportivo Sky Calcio Unplugged, alla presenza dell’ex bomber Julio Cruz, Massimo Moratti è tornato ad analizzare l’universo nerazzurro. Lo storico patron ha toccato svariate tematiche, mescolando lucide visioni sul calciomercato odierno a gustosi aneddoti legati alla sua trionfale epopea dirigenziale.
Sui futuri investimenti, l’ex presidente suggerisce una linea molto chiara: “L’esperienza vuole che sia bene spendere per uno forte. Perché ti ripaga con il suo gioco e se lo vuoi vendere mantiene il valore“. Osservando la nostra Serie A, il suo pupillo gioca sulle sponde del Lario: “Io credo che in Italia in questo momento ci sia Nico Paz del Como. È proprio un piacere vederlo“. Un apprezzamento ribadito con fermezza: “Per parlare di quello che è il nostro cortile, insomma, diciamo che Paz mi sembra fortissimo“.
L’intervista si è poi spostata sull’attuale guida tecnica dell’Inter. Rievocando l’eroismo del romeno da calciatore, ha sottolineato: “Chivu riusciva a mantenere un atteggiamento che era sicuro di sé, cioè tranquillo. In realtà era coraggiosissimo“. Spaventoso il ricordo dell’infortunio al cranio: “Si è spaccato la testa con un buco vero, dopo un mese di operazioni si è rimesso a giocare. Mi ha detto ultimamente che mentre giocava, quando colpiva la palla di testa, per cinque secondi vedeva buio“. Sulla sua attuale avventura da mister, la promozione è totale: “All’Inter facciamo crescere Chivu, che è bravissimo“. Aggiungendo poi: “Non mi son mai posto il problema di capire se potesse fare l’allenatore o no. Però quando l’ha fatto l’ha fatto bene. Poi benissimo all’Inter”.
Per blindare l’ossatura della squadra, Moratti non ha dubbi. Sul capitano argentino ha dichiarato: “Lautaro Martinez è ancora giovane nel modo di fare, ha un fisico leggero, è intelligente e ha un carattere da capitano… è certamente l’uomo su cui conto di più“. Piena stima anche per Barella: “Lo trovo un altro giocatore da tenere per il carattere che ha e perché nel momento buono si esprime sempre al meglio“.
Impossibile non citare lo storico scambio con i catalani: “C’era amicizia col presidente del Barcellona. Io gli ho detto ‘Guarda che Ibrahimovic è uno che vince sempre… è un vincente nato’. E invece abbiamo vinto noi tutto“. Un capolavoro di mercato che generò persino compassione per l’interlocutore: “Mi ricordo il mio imbarazzo con quest’uomo… su questo giocatore non gli era andata bene perché Ibrahimovic col problema di Messi non si era trovato”.
Il rammarico più doloroso resta l’assalto mancato alla leggenda del Manchester United in seguito alla famosa rissa. L’intuizione dirigenziale fu rapida: “Io invece ho detto ‘Fantastico, perché questo vuol dire che me lo squalificano e lo prendiamo noi‘”. Nonostante l’approccio diretto (“Incontrammo il giorno dopo Cantona, era disposto a venire a Milano“), l’operazione sfumò. Il verdetto è malinconico: “Io penso che se l’avessimo preso subito noi vincevamo il campionato il primo anno… era veramente un giocatore eccezionale“. Infine, un augurio per Mourinho: “Mi farebbe molto piacere se lo prendesse il Real Madrid, perché per lui sarebbe una rivincita”.
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