Calcionews24
·6 February 2026
Nainggolan sicuro: «Rifarei tutto. In Serie A potrei giocare ancora. Il livello si è abbassato. I tifosi dell’Inter mi hanno voluto bene. Sulla Roma…»

In partnership with
Yahoo sportsCalcionews24
·6 February 2026

Radja Nainggolan è tornato a parlare: l’ex centrocampista di Roma e Inter, intervenuto a Manà Manà Sport, ha raccontato il suo percorso e ribadito che, a 37 anni, la sua carriera non è ancora finita. Le sue parole:
PAROLE – «Avevo smesso di giocare qualche mese, ma sentivo la mancanza dello spogliatoio. Perché avrei dovuto smettere? Ora gioco con i giovani dell’età di mia figlia, è la mia soddisfazione. Quando farò fatica sarà giusto smettere, ma adesso sto bene»
CARRIERA – «Rifarei tutto quello che ho fatto, anche l’approdo alla Spal. Volevo aiutare De Rossi, gli ho dimostrato lealtà, mi ha dato tanto ed è giusto che gli restituissi qualcosa. Poi dopo una settimana è andato via e sono rimasto fregato. Anche l’esperienza in Indonesia è stata fantastica, la migliore della mia vita»
AMICI – «Non ho mai giocato per soldi. Credo nell’amicizia nel calcio, ma molti hanno fatto finta di essere amici. Oggi sento molti miei ex compagni come Manolas, Totti, De Rossi, El Shaarawy, ma anche giocatori del Piacenza e del Cagliari. Per me è più importante il lato umano, perché quando ti ritiri rimane quello»
TOTTI-ROMA – «Parlo da suo amico e da persona neutrale. So che se si parla di Roma, si parla di Totti. Sono stato all’Inter e c’era Zanetti vicepresidente. Perché Totti non lo può fare? Penso che sarebbe molto interessante. Poi, è un uomo di calcio, attaccato a Roma. Non capisco perché non dovrebbe funzionare»
HOLM-DANI ALVES – «In questa Serie A potrei giocare ancora. Il livello si è abbassato. Prendendo la Roma di oggi, quale giocatore attuale avrebbe giocato ai tempi nostri? Forse Svilar e Dybala. Non per attaccare i romanisti attuali, ma il livello generale è questo. Per dire, Holm è andato alla Juve e all’epoca c’era Dani Alves. Questa è la qualità di oggi. Se Koné vale 60 milioni quale sarebbe stato il mio valore? Dico 150. Sono andato all’Inter per 38»
INTER – «A me piace il popolo vero, le persone casarecce. Andavo alle osterie, io ero così. Preferisco stare in famiglia e fare due chiacchiere con i tifosi. A Milano sei sempre in competizione e non mi sentivo a mio agio. I tifosi dell’Inter mi hanno voluto bene e io voglio bene all’Inter, ma io ero uno che viveva fuori dal campo»
ROMA – «A fine 17/18 Monchi mi chiedeva cosa pensassi dei possibili nuovi acquisti. Ero praticamente il capitano della Roma e mi sentivo importante. Me ne vado in vacanza e mi arrivano chiamate da Fenerbahçe, Besiktas e Galatasaray, club ai quali era stata l’aurotizzazione a trattarmi. Ho chiamato il mio agente e mi ha detto che la Roma voleva vendermi. Gli ho detto “aspetta un attimo, vado da Monchi e decido io dove andare”. Ho deciso io di andare da Spalletti, ma se avessi saputo che Monchi se ne sarebbe andato dopo 6 mesi sarei rimasto. Monchi è stata una persona falsa che si è comportato nella stessa maniera con Dzeko che è un personaggio un po’ meno istintivo e ha deciso di rimanere ugualmente»
CALCIO – «Il calcio non è roba da fighette. Io ero duro, non capivo perché sarei dovuto andare per terra dopo essere andato a contrasto. Mai capito come la gente si rialzava subito dopo lo spray».








































