Pinna a CagliariNews24: «I bambini fanno giocate schematiche, all’estero invece giocano a chi fa più gol! Avere Canzi è stata una fortuna per me» | OneFootball

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·3 June 2026

Pinna a CagliariNews24: «I bambini fanno giocate schematiche, all’estero invece giocano a chi fa più gol! Avere Canzi è stata una fortuna per me»

Article image:Pinna a CagliariNews24: «I bambini fanno giocate schematiche, all’estero invece giocano a chi fa più gol! Avere Canzi è stata una fortuna per me»

L’ex calciatore del Cagliari, cresciuto nel settore giovanile del club sardo, Simone Pinna, analizza i problemi del movimento calcistico italiano

Intervistato in esclusiva da CagliariNews24, l’ex giocatore del Cagliari, reduce dalla grande cavalcata in Serie D con la maglia del Monastir, Simone Pinna, ha parlato dei suoi ricordi legati al club sardo per poi soffermarsi sui problemi che portano alla poca produzione dei giovani talenti in Italia.


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IL RICORDO DELL’ESORDIO COL CAGLIARI«Quel giorno ho fatto il mio esordio in Coppa Italia, poi il 25 agosto ho fatto anche l’esordio in Serie A. Quelle sensazioni è come se le avessi sempre vive. Nel senso che ricordo ogni particolare, ogni sensazione di quel giorno, perché è andata proprio come l’avevo immaginato».

I PROBLEMI DEI SETTORI GIOVANILI IN ITALIA«Io ho avuto l’esempio la settimana scorsa quando sono andato a vedere una partita di bambini tra gli otto e i nove anni. Il portiere e il difensore centrale senza ricevere pressione fissavano la palla sotto la suola del piede e aspettavano che uscisse una pressione per poi fare determinate giocate schematiche.

Io penso che, chiedendo di giocare a due tocchi, di non portare la palla, dandogli quelle indicazioni e quegli ordini, sia limitante per quanto riguarda la la qualità dei giocatori. E’ una cosa che magari favorisce i bambini che hanno normali qualità tecniche, ma limitano molto i ragazzi che hanno spunto, che hanno l’uno contro uno. Questo è sicuramente un fattore determinante all’inizio del settore giovanile. E poi per quanto riguarda il complesso io penso che si dia sempre troppo valore a quello che è il risultato finale.

Nel senso tutto viene determinato dal risultato. Quando invece nelle altre nazioni le partite finiscono 3-3, 4-4, 5-5 e si parla di spettacolo puro, non si parla del fatto che quelli hanno preso cinque gol. All’estero si gioca a chi fa più gol, lo sport è spettacolare per quello, non le partite che finiscono 0-0 con un tiro in porta. Quindi si, quello sicuramente fa la differenza.

Io ricordo quando l’Italia ha giocato contro la Bosnia e il loro esterno d’attacco della Bosnia, un ragazzino, prendeva la palla e puntava Dimarco o Bastoni. Ricordo che è rientrato e ha fatto un cross di rabona che è finito in curva. Va bene, non succede niente. Il pubblico ha applaudito il gesto tecnico, ha applaudito il ragazzo.

Il ragazzo l’azione dopo prende, guarda in faccia il difensore, lo punta senza nessuna pietà diciamo o timore. Mentre noi sbagliamo una giocata e allora arrivano i fischi, oppure non puoi inventare mai niente perché dicono “guarda questo cosa sta combinando”. Quella è la differenza sostanziale».

TRA LE MOTIVAZIONI, ANCHE QUELLA DI PREFERIRE I GIOCATORI FISICI RISPETTO A QUELLI BRAVI TECNICAMENTE? «Eh, sicuramente, perché adesso l’evoluzione del calcio è arrivata proprio a un livello fisico esasperato, diciamo, e dunque non conta più se tu sei capace di saltare l’uomo. Conta se tu nei dati fai 12 km a partita, quanta alta intensità fai, la verità è questa. Quanti centimetri hai, quanto sei alto, cioè è diventato molto più importante il fisico e questo va a discapito soprattutto dei giocatori che hanno qualità, perché spesso poi la qualità viene sovrastata dalla fisicità o meglio, viene preferita la fisicità alla qualità molto spesso. Io l’ho vissuto sulla mia pelle nel settore giovanile, fino alla Primavera ho giocato relativamente poco. Poi ho avuto la fortuna di avere Max Canzi il secondo anno di Primavera e ho fatto sei mesi dove ho giocato con fiducia e consapevolezza e questo mi ha dato il via alla carriera. E questo nonostante io fossi magari 30 cm più basso, pesassi 10 kg in meno rispetto al mio antagonista».

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