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·2 May 2026

Pino Insegno senza mezze misure: «Le squadre sono dei tifosi, non dei presidenti!»

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Pino Insegno, noto tifoso della Lazio, ha espresso il proprio pensiero sul calcio moderno e sul valore dei tifosi con un chiaro riferiemento alla situazione dei biancocelesti

Pino Insegno, attore, doppiatore e noto tifoso della Lazio, ha espresso un pensiero molto chiaro sul rapporto tra calcio, società e tifoserie. Nel corso dell’ultimo video di “Lazio: nel buio, la luce”, format pubblicato sul canale YouTube Brigata Lazio.

Il suo discorso parte da un concetto semplice ma molto sentito: una squadra non può essere considerata soltanto un patrimonio societario o una realtà amministrata da una proprietà. Per l’attore romano, infatti, il cuore di un club resta nella passione popolare, nel legame con la gente e nella memoria collettiva costruita nel tempo. Le sue parole.


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AMORE E TIFOSI – «L’amore è la linfa vitale delle squadre, che non sono dei presidenti ma dei tifosi. Io non sarei niente senza il mio pubblico, ringrazio sempre tutti quando mi fermano. Il giorno che smetteranno di farlo mi dispiacerà davvero. La società non dovrebbe dimenticare nulla».

Le parole di Pino Insegno si inseriscono in un momento in cui il tema del rapporto tra proprietà, gestione sportiva e tifoseria resta molto sentito in casa Lazio. L’attore ha scelto un paragone personale, legato al suo lavoro e al rapporto con il pubblico, per spiegare quanto il riconoscimento della gente rappresenti una parte fondamentale di ogni percorso.

Il riferimento alla società assume così un valore più ampio: non una critica isolata, ma un invito a non perdere il contatto con la base popolare, con chi vive la squadra come appartenenza quotidiana. Per Insegno, il tifo non è un elemento secondario, ma la forza che permette a un club di mantenere anima, storia e continuità.

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