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·7 July 2026

Terremoto Bari, nel mirino la cessione di Caprile al Napoli: la Procura contesta il corrispettivo dell’operazione

Article image:Terremoto Bari, nel mirino la cessione di Caprile al Napoli: la Procura contesta il corrispettivo dell’operazione

La cessione di Elia Caprile dal Bari al Napoli è uno dei principali filoni dell’indagine coordinata dalla Procura di Bari, che ha portato nelle scorse ore a perquisizioni nelle sedi della SSC Bari, del Napoli e della Filmauro. Secondo gli inquirenti, proprio l’operazione che ha coinvolto il portiere potrebbe aver arrecato un danno patrimoniale alla società biancorossa.

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L’operazione Caprile sotto la lente della Procura

L’attività investigativa si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e le contestazioni rappresentano, allo stato, ipotesi accusatorie tutte da verificare nel corso del procedimento. Al centro degli accertamenti c’è il trasferimento di Caprile al Napoli nell’estate del 2023. In precedenza, al momento dell’acquisto del calciatore, il Bari aveva previsto in favore del Leeds un premio proporzionale legato all’eventuale incremento di valore del giocatore in caso di successiva rivendita.


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Nel luglio 2023, però, il portiere fu ceduto al Napoli per circa 2,2 milioni di euro, trasferendo integralmente al club partenopeo sia il diritto alle prestazioni sportive del calciatore sia la possibilità di beneficiare di un’eventuale crescita del suo valore. Secondo la Procura, al momento della cessione il Bari si trovava già in una situazione economico-finanziaria particolarmente delicata. Per questo motivo, gli investigatori ritengono che l’operazione possa aver privato il club biancorosso di un’importante opportunità economica.

Dopo il trasferimento, infatti, Caprile ha collezionato poche presenze con il Napoli, venendo prima ceduto in prestito all’Empoli e successivamente trasferito a titolo definitivo al Cagliari per una cifra di circa 8 milioni di euro. Sempre secondo l’impostazione accusatoria, questa operazione avrebbe consentito al Napoli di realizzare una plusvalenza di circa 7 milioni di euro, valore che, secondo gli inquirenti, avrebbe potuto invece maturare in capo al Bari. La Procura sostiene che la società biancorossa non sarebbe stata remunerata in modo congruo rispetto al reale valore dell’asset rappresentato dal cartellino del calciatore, con un ulteriore aggravio della propria situazione patrimoniale.

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Copyright: Claudio Villa/Getty Images – Via OneFootball

Perquisizioni e altri indagati

Come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, nell’ambito dell’inchiesta sono stati perquisiti anche gli ex direttori sportivi Ciro Polito, Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso, oltre al procuratore Graziano Battistini. Tra gli indagati figurano, inoltre, Luigi De Laurentiis e Aurelio De Laurentiis, nei cui confronti vengono ipotizzati, a vario titolo, i reati di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta patrimoniale impropria.

L’inchiesta si inserisce nel quadro degli accertamenti sulla situazione economico-patrimoniale del Bari e sulla procedura concorsuale riguardante il club biancorosso. Nel decreto vengono richiamate, tra le altre cose, le criticità emerse dai bilanci della società, la consulenza tecnica e la successiva relazione integrativa redatta anche alla luce dei dati del bilancio al 30 giugno 2025 e della sopravvenuta retrocessione del club in Serie C

È opportuno precisare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che tutte le contestazioni rappresentano esclusivamente ipotesi accusatorie, che dovranno essere accertate nelle sedi competenti, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza degli indagati fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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