Juventus FC
·23 January 2026
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La Juventus Under 19 femminile ha chiuso il girone d’andata del campionato Primavera al primo posto in classifica, vantando miglior attacco e miglior difesa del torneo. Un percorso solido per il gruppo guidato da Marco Bruzzano, che analizza così la prima parte della stagione 2025/2026 soffermandosi su squadra, metodo di lavoro e obiettivi.
«Siamo partiti con una squadra molto diversa rispetto all’anno scorso: tante giocatrici non erano più in età Primavera e questo ha portato le più giovani ad assumersi maggiori responsabilità. La risposta è stata subito molto positiva, si sono calate bene nel ruolo fin dall’inizio. Dal mio punto di vista è una squadra stimolante da allenare, con tante giocatrici di talento. Il campionato è competitivo e ogni partita ci permette di portare a casa qualcosa di positivo: per quello che abbiamo fatto finora, siamo sicuramente soddisfatti».
«Il rapporto con le ragazze è uno degli aspetti più importanti. Parlo proprio di relazione personale: sono molto disponibili al lavoro e all’ascolto e questo rende tutto più semplice. C’è grande apertura da parte loro e questo ti permette di intervenire, migliorare e lavorare sulle cose che servono. Il nostro percorso è sempre improntato al miglioramento della singola giocatrice: quando lavori con ragazze giovani il risultato conta, ma l’obiettivo principale resta valorizzare ogni individuo al massimo del proprio potenziale».
«Spesso dico che è più difficile lavorare sulla testa che sull’aspetto tecnico. Alla Juventus puoi contare su giocatrici di talento e prospettiva, ma essendo giovani la componente mentale è quella su cui bisogna insistere di più. Questa è l’ultima fase di accompagnamento verso la Prima Squadra, dove pressione e risultato diventano poi centrali. Devi saper capire quando parlare con ogni ragazza, quanto farlo e come farlo: all’interno del gruppo ci sono tante differenze, ma tutte mostrano grande disponibilità ad ascoltare, sia in campo che fuori».
«Tutto parte da un rapporto molto positivo che ho con mister Canzi, che mi aiuta tanto. Ci confrontiamo spesso, sia sulle ragazze sia sui percorsi. Il nostro lavoro è quello di farle trovare pronte nel momento in cui c’è una necessità in Prima Squadra e questo è successo più volte. Quando una ragazza firma un contratto, si allena o viene convocata con la Prima Squadra, è fondamentale saper gestire l’aspetto emozionale. Al rientro in Primavera deve continuare a lavorare con la stessa umiltà, ma anche con maggiore consapevolezza, sapendo di poter stare a quel livello. Non è semplice, perché si parla della Juventus, ma fa parte del percorso di crescita».
«È stata una perdita molto importante, non solo per la Primavera ma per il Club in generale. L’infortunio è arrivato in un momento in cui Anna era in forte crescita: si allenava con continuità in Prima Squadra, aveva prolungato il suo contratto, stava vivendo una fase fondamentale del suo percorso. Questo è l’aspetto che dispiace di più. Allo stesso tempo, però, ha un’età e un talento tali che le permetteranno di riprendersi e tornare da dove aveva lasciato».
«L’obiettivo personale è riuscire ad aumentare ancora di più il mio apporto alla crescita delle ragazze, accompagnandole verso uno step ulteriore. Se la crescita avviene a livello individuale, poi diventa una conseguenza naturale anche per la squadra. Questo aiuta a raggiungere quegli obiettivi che, quando sei alla Juventus, sono sempre chiari: puntare al massimo in ogni competizione. È tutto collegato: lavoro, crescita e ambizione».








































