Vanoli post partita: “Abbiamo giocato come in coppa. A 3 dietro perché non c’era Solomon. Rugani sarà importante per noi. Kean? Ha fastidio alla tibia” | OneFootball

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·2 March 2026

Vanoli post partita: “Abbiamo giocato come in coppa. A 3 dietro perché non c’era Solomon. Rugani sarà importante per noi. Kean? Ha fastidio alla tibia”

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Al termine della gara tra Udinese e Fiorentina, finita col punteggio di 3-0 per i bianconeri, ha parlato l’allenatore della squadra viola Paolo Vanoli in conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni.

Si è presentato ai microfoni della sala stampa del Bluenergy Stadium di Udine Paolo Vanoli. Nonostante la brutta sconfitta a Udine dalla Fiorentina, con il 3-0 inflitto ai viola alla Bluenergy Arena, la posizione di Paolo Vanoli non è in discussione. Queste le sue parole.


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Vanoli post Udinese-Fiorentina – fiorentinauno.com

La conferenza post partita di Vanoli

Queste le sue parole:

“L’avversario sapevamo che era fisico, noi però arrivavamo sempre in ritardo sulle seconde palle. Una prestazione quella di oggi come quella in coppa. Adesso dobbiamo guardare avanti, ma i giocatori devono farsi un’esame di coscienza. Costruiamo qualcosa per poi distruggerlo. ll campionato si sta accorciando, arrivano le gare che contano e dobbiamo stare li con la testa”. Sulla scelta di giocare a tre: “È dipesa tanto dall’assenza di Solomon che in quel sistema era perfetto. In difesa poi i difensori poi erano stanchi e volevo coprirli di più. Abbiamo trovato poco Gudmundsson tra le linee. Dobbiamo smettere di subire sulle palle inattive ed essere più attenti”. Sia i gol su palla inattiva che gli zero tiri in porta mi danno fastdio. Il primo tempo siamo arrivati in avanti senza mai essere pericolosi. Sulle palle inattive ci batto parecchio, dobbiamo essere più determianti, attenti e vogliosi di non prendere gol. Questa squadra su questo punto non è cresciuta”.. Su Rugani: “Sotto l’aspetto fisico sapevo che non poteva regger i novanta minuti, poi il risultato e altri cambi lo hanno fatto restare in campo, così come Gud. Sapevamo che doveva trovare condizione. Lo abbiamo preso perché è un giocatore importante e lo sarà per questa squadra”. Su Kean: “Moise ha questo fastidio alla tibia che si porta dietro da tempo. Lo abbiamo gestito ma durante il match mi ha chiesto il cambio perché gli dava fastidio”. “Giovedì ci ha tolto energie e ho ricordato molto la gara di andata, dove abbiamo giocato con lo spirito di squadra. In queste due partite abbiamo fatto due passi indietro proprio nello spirito, nella determinazione, nella voglia di andare sulle seconde palle. A volte spegniamo la testa, prendiamo lo schiaffo e ripartiamo, ma questo accade troppo spesso e i ragazzi devono capirlo”. La squadra è con lei? C’è la fiducia della società? “Continuo a fare il mio lavoro e quando dico che la squadra ancora non ha la mia attitudine non vuol dire che non mi seguano, ma fanno fatica a farlo e a mantenere alta la concentrazione. Anche i giocatori devono prendersi responsabilità come ho fatto io dopo la gara di coppa, non è questione di essere con l’allenatore o contro, questa squadra stava mostrando progressi nelle scorse gare. Poi la lampadina si spegne. Ora dobbiamo essere bravi e sappiamo che fino all’ultimo dobbiamo lottare per salvarci, c’è un derby in casa e non dobbiamo sbagliarlo”. Cosa manca per far capire ai giocatori la situazione delicata che sta vivendo la Fiorentina? “Siamo qua e siamo consapevoli. E’ arrivato un direttore come Paratici, sappiamo il suo spessore. Ma cambiare un chip, una mentalità in pochi mesi non è facile. Ora i giocatori devono guardarsi dentro e capire l’importanza di questo rush finale. Non ci dobbiamo dimenticare di quando facciamo bene, il danno fatto in Conference sono poi gli infortuni, stasera in alcuni giocatori si è vista la fatica post coppa. Pongracic ho dovuto toglierlo perché era ammonito e sicuramente avrebbe preso il rosso, quindi ho dovuto continuare con Rugani, oggi poteva darci esperienza per arrivare al risultato. E’ mancato l’atteggiamento, nel secondo tempo abbiamo fatto solo un paio di tiri. Ok giocare a pallone, ma si può provare anche a fare un dribbling, una giocata. L’unico che lo sta facendo con l’atteggiamento giusto è Parisi”. Vi è mancato forse un po’ il supporto dei tifosi? Qualche fallo di troppo? “Sappiamo la loro importanza, però oggi dobbiamo chiedergli scusa anche se non c’erano. Non era la gara di coppa questa. Sui falli poi quando non sei determinato e cattivi arrivi sempre in ritardo e metti la cattiveria sbagliata”.

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