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·31 de mayo de 2026

Al Milan è tutti contro tutti: perché Ibrahimovic non vuole Rangnick

Imagen del artículo:Al Milan è tutti contro tutti: perché Ibrahimovic non vuole Rangnick

Al Milan le decisioni più importanti non riguardano soltanto il prossimo allenatore. La vera partita si sta giocando dietro le quinte, nei piani alti di una società che sta cercando di ridisegnare il proprio organigramma dopo una stagione che ha lasciato più dubbi che certezze.

I nomi sul tavolo sono tanti. Allenatori, dirigenti, consulenti. E tra questi continua a tornare quello di Ralf Rangnick, un vecchio pallino della proprietà che già alcuni anni fa era stato vicino ai rossoneri prima del clamoroso dietrofront che portò alla conferma di Stefano Pioli.


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Questa volta, però, il contesto è diverso. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’eventuale arrivo del dirigente tedesco non sarebbe accolto con entusiasmo da tutti all’interno del club. Anzi. Tra i più scettici ci sarebbe proprio Zlatan Ibrahimovic.

Lo svedese ha assunto un ruolo sempre più importante nelle dinamiche societarie e vede con qualche perplessità l’ipotesi di affidare ampi poteri a una figura come Rangnick. Il motivo è piuttosto semplice.

Ibra vuole Slot: no a Ragnick e dissidi con Calvelli

Rangnick non è un dirigente che ama condividere responsabilità o lavorare all’interno di strutture troppo frammentate. Nelle sue esperienze più importanti ha sempre chiesto autonomia, libertà decisionale e controllo su diversi aspetti dell’area sportiva.

Una filosofia che rischierebbe inevitabilmente di sovrapporsi con il peso crescente che Ibrahimovic sta assumendo nel progetto rossonero. Non si tratta necessariamente di una questione personale. Piuttosto di visioni differenti su come dovrebbe essere organizzato il Milan del futuro.

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Ibrahimovic vuole Slot e Planes (Instagram Zlatan Ibrahimovic) – Milannews24.com

Da una parte c’è Rangnick, per il quale spinge Calvelli, abituato a costruire società secondo un modello molto preciso. Dall’altra c’è Ibrahimovic, che negli ultimi mesi ha riavuto centralità all’interno del club e che continua a essere considerato un punto di riferimento dalla proprietà. I

l risultato è una situazione che, almeno secondo le indiscrezioni, sta generando riflessioni profonde. Anche perché l’arrivo di Rangnick non sarebbe una semplice aggiunta all’organigramma. Cambierebbe gli equilibri.

Il tedesco vorrebbe Glasner in panchina e darebbe vita, con il benestare di Calvelli, ad un progetto basato sul modello tedesco delle 3K: Capitale, Concetto e Competenza. Dall’altro lato, invece, Ibra spinge per Slot allenatore con Planes direttore sportivo.

Due visioni differenti, ma anche una lotta di potere: quello che Ibrahimovic non vorrebbe cedere a Rangnick.

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