Caos arbitri, ci sarebbe un’incomprensione: Rocchi non avrebbe mai detto “graditi” e “non graditi” | OneFootball

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·1 de mayo de 2026

Caos arbitri, ci sarebbe un’incomprensione: Rocchi non avrebbe mai detto “graditi” e “non graditi”

Imagen del artículo:Caos arbitri, ci sarebbe un’incomprensione: Rocchi non avrebbe mai detto “graditi” e “non graditi”

Arrivano nuovi dettagli sul caos arbitri in Serie A: Rocchi non avrebbe mai pronunciato le parole “graditi” e “non graditi” per gli arbitri.

Spuntano nuovi dettagli sul caos arbitri che sta riempiendo le pagine dei giornali in questo finire di campionato: come riportato da La Gazzetta dello Sport nel fascicolo in cui vengono citate come parole di Gianluca Rocchi le espressioni “graditi” e “non graditi” per riferirsi agli arbitri da assegnare all’Inter ci sarebbe una grande incomprensione: queste non sarebbero state pronunciate in modo letterale dall’ormai ex designatore ma sarebbero frutto di una reinterpretazione del PM per riassumere un concetto. Questo cambia di gran lunga la posizione dell’ex arbitro che quindi non avrebbe realmente parlato di favoritismi.


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La presunta “combine”, dunque, sarebbe smentita dai fatti come confermato anche dal Corriere dello Sport: l’arbitro Doveri, reo di essere “sgradito” all’Inter, fu l’arbitro della sfida casalinga seguente alla telefonata incriminata del 2 aprile 2025, vale a dire Inter-Parma. Inoltre Colombo, l’arbitro “gradito” secondo la ricostruzione, l’ha arbitrata una sola volta contro il Bologna dove l’Inter di Inzaghi perse 1-0 con gol di Orsolini.

La Repubblica invece riporta un altro aspetto: nella telefonata del 2 aprile 2025 in cui per l’appunto sarebbero state pronunciate quelle parole Rocchi cita il nome di un dirigente dell’Inter. Il dirigente in questione è Giorgio Schenone e non è altri che l’addetto alle relazioni dell’Inter con gli arbitri, una figura presente in molte società italiane che cura il rapporto con l’AIA. La situazione appare ancora fitta e continuano a spuntare nuovi dettagli rilevanti ai fini di comprendere se veramente si sia trattato di un favoritismo o meno.

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