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·8 de junio de 2026

Dramma Wesley, addio mondiale

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Sfortunato Wesley, che si ferma nell’ultima amichevole prima del mondiale ed è costretto a tornare a casa: lesione all’adduttore, al suo posto Ederson.

Il Messaggero (S.Carina) – Minuto diciassette di Brasile-Egitto, ultima amichevole per la Seleção prima del via ai Mondiali. Wesley scende sulla fascia. Il pallone che gli regala Paquetà è un po’ troppo lungo. Per arrivarci il laterale allunga la gamba destra, controlla la palla e crossa. Ne esce fuori una traiettoria sbilenca. Ma non è un errore. C’è qualcosa che non va. Wesley si tocca la gamba. Non è però la destra ma la sinistra. Altri 3-4 passi e poi si ferma. Si accovaccia, si tocca l’inguine, poi il ginocchio. Ancelotti chiama subito il cambio ma il danno è fatto.


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Il laterale si accomoda in panchina e parla con il medico del Brasile. «Stavo provando a prendere la palla e…», viene interrotto dal medico: «…E hai sentito qualcosa al ginocchio?». L’ammissione: «Sì. Quando sono andato ho sentito qualcosa dietro…». «Ed è stato molto forte?» gli viene chiesto. La replica: «Foi mesmo». Tradotto: «Lo è stato davvero». Nel post-gara Ancelotti prova a essere positivo: «Aspettiamo, sono fiducioso nel suo recupero». Anche gli agenti sono ottimisti: «Sì, al massimo salterà il debutto».

A metà pomeriggio di ieri, mentre Cobolli combatte sul centrale del Roland Garros contro Zverev e Kimi Antonelli domina il Gran Premio di Monaco, il gelido comunicato del Brasile: «A seguito degli esami strumentali che hanno evidenziato una lesione al muscolo adduttore della coscia sinistra, la CBF annuncia il taglio del calciatore. Al suo posto viene convocato Ederson». Una doccia fredda. Un sogno che svanisce. Per ora perché Wesley ha 22 anni e tanti mondiali ancora davanti a sé. Ma la delusione è tremenda: «Non tutte le battaglie si vincono sul campo. Oggi devo interrompere un sogno a causa di un infortunio. Chi conosce la mia storia sa che arrendermi non è mai stata un’opzione. Vengo da lontano. Ho affrontato difficoltà, sfide e ho dovuto superare molti ostacoli per arrivare fin qui. Nulla mi è stato regalato. Tornerò ancora più forte. Grazie a tutti per i messaggi, l’affetto e il tifo. Questo non è la fine di un sogno. È solo un altro capitolo della mia storia. Cadere fa parte del percorso. Rialzarmi è sempre stata la mia forza più grande». Parole che provano ad alleviare un’amarezza tremenda.

Il brasiliano alla fine paga dazio in quella che sembrava la sua prerogativa migliore: non fermarsi mai. Con l’ultima amichevole, era arrivato a quota 69 le partite in stagione. Qualcosa di innaturale da far impallidire uno stakanovista, un robot. Wesley ha giocato per un anno senza sosta: Flamengo, campionato e mondiale per club, poi Roma, Seleção, dalle qualificazioni alle amichevoli. Il corpo alla fine ha detto basta. Curiosamente su muscoli che finora non erano mai stati intaccati. Perché nell’ultimo anno il terzino si era dovuto fermare per una contrattura, poi per una lesione al bicipite femorale ma sempre alla gamba destra (nel derby era stato out per problemi gastro-intestinali). Ora il brusco stop. Dovrà fermarsi presumibilmente per un mese. In tempo per rispondere presente al raduno a Trigoria il 13 luglio. Ma questo, per una volta, diciamolo sottovoce.

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