Juventusnews24
·8 de junio de 2026
Giletti: «Comolli vero colpevole, con lui butteremo anche il 2026/27. Non è all’altezza»

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Tifosissimo della Juventus, della quale spesso ha parlato anche nelle sue trasmissioni tv, Massimo Giletti interviene su Tuttosport sull’attuale momento della società bianconera.
EQUIVOCI – «Voglio fare una premessa: la Juventus è la Juventus. Vuol dire Famiglia Agnelli. Investimenti di anni. Sostegno concreto. Siamo l’unico club in Italia e in Europa, in questo senso. Oggi però non possiamo fare finta di non vedere quanto stia accadendo: bisogna eliminare gli equivoci».
COMOLLI – «Non amo il linguaggio imposto dai social, che ha solo bisogno di un capro espiatorio, di un colpevole da mettere alla ghigliottina. Ma non c’è più tempo di ragionare, serve avere coraggio e fare una riflessione profonda. Se siamo in questa situazione è perché si è scelto un amministratore delegato come Comolli».
IL 2026-27 – «L’ad si vantava di scegliere i giocatori con gli algoritmi: non chiede nemmeno di incontrarli, di guardarli negli occhi. La forza della Juve è sempre stata scegliere prima l’uomo che il giocatore, quindi il colpevole vero credo sia lui. Mi spiace dirlo: se rimane Comolli con gli stessi poteri dell’anno scorso, butteremo via anche il 2026-2027».
LA SOLUZIONE – «Elkann ha avuto la capacità e il coraggio di innovare il sistema, proprio come aveva fatto Andrea Agnelli a suo tempo. La Juve ha sempre anticipato i problemi: pensi allo stadio, pensi alle infrastrutture. Oggi deve dare il potere a Spalletti: l’unico a poter fare un percorso come Ferguson. Guardiamo a quel che si fa in Inghilterra, diamo fiducia a Luciano. Affiancato da un totem come Giorgio Chiellini. È l’unico modo per salvare la Juventus: bisogna dirlo con coraggio e deve essere John Elkann a prendere questa decisione».
IL DISSIDIO COMOLLI-SPALLETTI – «Capisco bene quanto sia duro cambiare per l’ennesima volta la dirigenza, ma non c’era altra strada. Anche perché siamo di fronte a un precipizio di cui noi, esternamente, vediamo solo il riflesso sul mercato. Vado oltre al litigio negli spogliatoi dopo Torino-Juve: noi abbiamo un direttore d’orchestra che non è seguito dall’orchestra».
IL NO DI BERNARDO SILVA – «La Juve dominava. Non perché avesse Ronaldo o Dybala, anche perché ha vinto pure con Matri e Giaccherini. No, la Juve dominava perché aveva Boniperti, Giraudo, Andrea Agnelli. Alla società, queste persone, davano un volto».
OGGI – «Non credo che Comolli sia all’altezza di quei dirigenti che ho appena citato. Ha grande potere, ma è il primo dopo quindici anni ad aver portato la Juve fuori dalla Champions, ha sbagliato completamente il mercato estivo, non ha preso il centravanti che chiedeva Spalletti a gennaio e adesso ha pasticciato su Alisson o Robertson, che erano lì da prendere. Si dice che Marotta sia stato un’intuizione di John Elkann: non so se sia vero, però non è un caso che molto sia crollato da quando è andato via».
SU CHI PUNTARE – «Vuole dei nomi? Io, ad esempio, avrei preso Sartori. Giovanni Carnevali. Gente che capisce il calcio e soprattutto che va a cercare talenti giovani, prodotti di un certo tipo».
UN PROBLEMA DI SCOUTING – «Ma è evidente, purtroppo. Diamo via i nostri giovani e ce li ritroviamo al Real Madrid. Vogliamo giocatori vecchi, e non funzionano. Una grande squadra si fa con il mix: si punti sugli italiani, sui calciatori da crescere in casa. Non credo che Comolli colga quest’aspetto, dato che ci ha portato Openda, David e Zhegrova».
VLAHOVIC – «Ero rimasto stupito anni fa, quando abbiamo perso Dybala a zero. Perciò non rimango stupito di quanto accaduto ora: è solo l’ennesimo errore grave da un punto di vista manageriale. Ora vanno su Sorloth e Kolo? Serve una punta da 20-25 gol. Non mi pare che Kolo lo sia».
DEL PIERO – «Discorso complesso: credo che in Italia abbiano paura dei grandi nomi. Si guardi a Maldini al Milan, a Totti alla Roma: sono durati poco, anche per il timore che quei nomi oscurassero il club».
LA PRIMA STAGIONE É STATA UN APPRENDISTATO PER COMOLLI – «No, quando arrivi alla Juventus non esiste apprendistato. Quando arrivi alla Juventus devi essere all’altezza della Juventus».







































