Guardiola lascia il Manchester City, la fine di un’era! Le 10 dichiarazioni più iconiche del tecnico spagnolo | OneFootball

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·19 de mayo de 2026

Guardiola lascia il Manchester City, la fine di un’era! Le 10 dichiarazioni più iconiche del tecnico spagnolo

Imagen del artículo:Guardiola lascia il Manchester City, la fine di un’era! Le 10 dichiarazioni più iconiche del tecnico spagnolo

Guardiola lascia il Manchester City, la fine di un’era! Le 10 dichiarazioni più iconiche del tecnico spagnolo in questi 10 anni di Citizens

Pep Guardiola ha deciso: al termine della stagione lascerà il Manchester City. Il tecnico spagnolo, arrivato nel 2016 dopo le esperienze con Barcellona e Bayern Monaco, chiuderà così un ciclo lungo dieci anni, segnato da dominio, innovazione tattica e una bacheca ampliata in modo impressionante. Al suo posto arriverà Enzo Maresca, allenatore italiano del Chelsea ed ex vice proprio di Guardiola nella stagione 2022-23.

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Il bilancio dell’era Guardiola resta storico: una Champions League, sei Premier League, una Supercoppa Europea, tre FA Cup, cinque Carabao Cup e un Mondiale per Club. Un percorso che ha cambiato il volto del club inglese e, più in generale, il modo di interpretare il calcio in Premier League.

Guardiola Manchester City, le frasi che raccontano il suo calcio

Nel corso degli anni, Guardiola ha accompagnato risultati e trofei con dichiarazioni diventate parte della sua identità. La prima riguarda la scelta di accettare la sfida inglese: «Mi dicevano che il modo in cui gioco non sarebbe stato possibile in Premier League. Allora mi sono detto: perché no? Perché non andare lì e provarci?».

La sua idea di gioco è racchiusa in un’altra frase chiave: «Quando l’avversario ha il pallone, vogliamo recuperarlo il più velocemente possibile. Quando ce l’abbiamo noi, vogliamo muoverlo il più velocemente possibile per creare più occasioni possibili». Pressing, possesso e ricerca continua della superiorità.

Netta anche la sua posizione contro gli alibi: «Nel calcio, la cosa peggiore sono le scuse. Le scuse significano che non puoi crescere o andare avanti». Una mentalità che ha costruito l’identità vincente dei Citizens.

Guardiola Manchester City, fame, Champions e legame col club

Tra le frasi più dure resta quella pronunciata dopo un momento complicato nel 2023: «Voglio una reazione da tutto il club, non solo dai giocatori e dallo staff. Siamo una squadra di fiori felici, io non voglio questo. Voglio battere l’Arsenal».

Sul possesso palla, invece, ha chiarito spesso il senso della sua filosofia: «Odio il tiki-taka, il passare per il gusto di passare. Bisogna passare il pallone con un’intenzione chiara: arrivare alla porta avversaria».

Alla vigilia della finale di Champions League 2023, poi vinta contro l’Inter, sintetizzò così la pressione europea: «La vita nello sport è provare». Ironica e virale, invece, la battuta su Julia Roberts: «Anche se vinco la Champions League, sarà un fallimento, perché Julia Roberts è venuta a Manchester ed è andata a vedere lo United, non noi».

C’è poi la sua visione difensiva attraverso il controllo: «Quando hai il pallone, è il modo migliore per difendere. Per subire gol, l’avversario deve avere il pallone: meno lo ha, più possibilità abbiamo di essere solidi».

Infine, la fame e il legame con il club: «Mi diverto ancora. Nessuno ci regala niente» e «È uno dei migliori club al mondo. Amo il Manchester City». Due frasi semplici, ma perfette per raccontare il rapporto tra Guardiola e il City: un’era irripetibile, ora pronta a chiudersi con Maresca chiamato a raccoglierne l’eredità.

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