Inchiesta curve, pene complessive per oltre 12 anni in appello a tre ultras del Milan | OneFootball

Inchiesta curve, pene complessive per oltre 12 anni in appello a tre ultras del Milan | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcio e Finanza

Calcio e Finanza

·25 de junio de 2026

Inchiesta curve, pene complessive per oltre 12 anni in appello a tre ultras del Milan

Imagen del artículo:Inchiesta curve, pene complessive per oltre 12 anni in appello a tre ultras del Milan

Pene complessive per oltre 12 anni di reclusione nel processo d’appello a carico di tre ultrà milanisti, nato da uno dei filoni della maxi inchiesta “Doppia Curva” sulle curve di San Siro. La Corte d’Appello di Milano ha confermato l’impianto accusatorio sull’associazione per delinquere, riducendo però lievemente le condanne inflitte in primo grado con rito abbreviato a Christian Rosiello, Francesco Lucci Riccardo Bonissi.

In particolare, la terza sezione penale della Corte ha ridotto da 4 anni e 20 giorni a 3 anni e 8 mesi la pena per Rosiello, ultrà milanista ed ex bodyguard del rapper Fedez (quest’ultimo non indagato e mai coinvolto nel procedimento). La condanna di Francesco Lucci, fratello dell’ex leader della Curva Sud rossonera Luca Lucci, è stata abbassata da 5 anni e 6 mesi a 5 anni, mentre quella di Riccardo Bonissi è passata da 3 anni e 8 mesi a 3 anni e 6 mesi.


OneFootball Videos


Ti piace Calcio e Finanza? Aggiungici alle tue fonti preferite su Google. Clicca qui!

La decisione è arrivata nel processo di secondo grado incentrato sull’accusa di associazione per delinquere, formulata dal pm Paolo Storari, applicato anche in appello, e confermata dai giudici. Il procedimento rientra tra le tranche dell’indagine condotta dalla Dda di Milano, dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza sulle curve di Inter e Milan, che nel settembre 2024 aveva portato agli arresti di capi ultrà e sodali.

L’inchiesta “Doppia Curva” ha ricostruito, secondo l’accusa, un sistema di rapporti, violenze e affari illeciti attorno alla Nord interista e alla Sud milanista. In un altro filone, nel giugno dello scorso anno, la gup Rossana Mongiardo aveva condannato 16 imputati con pene complessive fino a quasi 90 anni di reclusione, riconoscendo tutte le imputazioni contestate.

Tra queste figuravano l’omicidio di Antonio Bellocco, un tentato omicidio del 2019 e le due associazioni per delinquere legate alle curve. Per la Nord interista era stata riconosciuta anche l’aggravante mafiosa, in relazione ai rapporti con la ’ndrangheta. Secondo la ricostruzione dell’accusa, tra la curva interista e quella milanista sarebbe esistito anche un «patto» per la gestione degli affari.

In quel procedimento Andrea Beretta, ex leader della Nord e da tempo collaboratore di giustizia, era stato condannato a 10 anni. Beretta non ha presentato appello contro la sentenza ed è imputato anche in un altro processo, insieme ad altri, tra cui l’ex capo ultrà Marco Ferdico, per l’omicidio dell’ex storico capo della curva interista Vittorio Boiocchi, ucciso a colpi di pistola nell’ottobre 2022. Secondo l’accusa, il delitto sarebbe maturato per contrasti con Beretta legati ai business illeciti.

Nel procedimento d’appello concluso oggi, il collegio presieduto da Antonella Lai ha confermato anche le provvisionali di risarcimento a favore delle parti civili: 40mila euro per il Milan, rappresentato dall’avvocato Enrico de Castiglione, e 20mila euro per la Lega Serie A, assistita dall’avvocato Salvatore Pino.

Tra gli episodi di aggressione contestati nell’ambito dell’associazione per delinquere c’era anche il pestaggio ai danni del personal trainer Cristiano Iovino. Per questo fatto la posizione di Fedez è già stata archiviata in un fascicolo autonomo che era stato aperto per rissa e lesioni. Negli atti della maxi inchiesta Rosiello veniva descritto come un ultrà dalla «indole violenta». Il suo incarico come «guardia del corpo» di Fedez, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato deciso da Luca Lucci, ex capo della Curva Sud rossonera, «in virtù del rapporto di amicizia» tra quest’ultimo e il cantante.

Sempre secondo gli atti, la «violenta aggressione» dell’aprile 2024 ai danni di Iovino, che era in lite con il rapper e alla quale avrebbe preso parte lo stesso Rosiello, avrebbe mostrato come il «capitale di violenza del sodalizio» della curva Sud milanista venisse utilizzato «di volta in volta» anche per richieste non direttamente collegate alle vicende dello stadio.

Il prossimo passaggio giudiziario è fissato per il 14 luglio, quando è in programma il processo d’appello principale, anche questo celebrato con rito abbreviato, a carico di Luca Lucci e altri imputati.

Segui tutte le partite dei Mondiali 2026 su DAZN. Clicca qui per scoprire tutte le offerte

Ver detalles de la publicación