Calcionews24
·5 de abril de 2026
Inter, dietro al duro sfogo di Chivu in conferenza stampa: i motivi del gesto del tecnico nerazzurro! La ricostruzione

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Alla vigilia del delicatissimo e attesissimo scontro diretto contro la Roma di Gasperini, il tecnico nerazzurro Cristian Chivu alza le barricate in conferenza stampa. Nonostante l’Inter mantenga saldamente la vetta della classifica di Serie A (con 6 punti di vantaggio sul Milan e 7 sul Napoli), l’allenatore ha scelto di passare all’attacco per proteggere la propria rosa dopo una settimana ricca di polemiche e tensioni.
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Per fare scudo attorno ai suoi ragazzi, l’allenatore rumeno non ha usato giri di parole, puntando il dito contro le aspre critiche ricevute: «Sento e ascolto delle cose che non hanno a che fare con i valori dello sport che possiedo – ha cominciato -. Solo con l’Inter si fanno certi drammi per un pareggio. Dopo la Juve si è scatenata una gogna mediatica, che poi non si è più vista per altri episodi. Accade solo quando ci siamo di mezzo noi, con la squadra, la società, i giocatori messi in piazza per tirare i sassi. Quando, invece, certe situazioni sono a sfavore dell’Inter, nessuno dice nulla».
Al centro del ciclone c’è soprattutto Alessandro Bastoni, duramente contestato dopo l’espulsione subita in Nazionale. Chivu ne loda pubblicamente l’abnegazione: «Nel calcio non c’è riconoscenza. Aveva lasciato Appiano con le stampelle e dopo 3 giorni è sceso in campo. Ovvio che sia dispiaciuto, ma è contento, del sostegno dei compagni in Nazionale e all’Inter. Si è messo a disposizione con quello che aveva e ci ha messo la faccia».
Sulle insistenti sirene di mercato provenienti dal Barcellona, il tecnico aggiunge: «Non posso controllare il suo futuro. So solo che è contentissimo di essere qua. Poi sarà lui a decidere. La certezza è che, finché resterà, che siano 2 mesi o 2 anni, darà più del 100%. Sarei felice se lui rimanesse, ma sarei felice pure io di restare. Perché le incertezze del mondo del calcio per un allenatore sono queste…».
L’allenatore difende tutti i suoi giocatori reduci dalla delusione azzurra: «La colpa dell’eliminazione non è certo loro. Come non può essere una colpa che giochino nell’Inter. Anzi, noi siamo orgogliosi di avere calciatori che rappresentino l’Italia e che diano tutto per regalare gioie ai tifosi. Poi può capitare di perdere o di non raggiungere i traguardi desiderati». Nessun processo nemmeno per il Esposito, reo di aver sbagliato il penalty: «Mi interessava solo una cosa e gliel’ho chiesta. Ovvero se avesse chiesto lui di calciare. Mi ha risposto: “Sì”. E quello per me è stato sufficiente. A vent’anni si è preso una responsabilità enorme. Poi i rigori si sbagliano e a lui capiterà ancora».
Infine, la ricetta per battere la Roma e tornare ai tre punti: «Abbiamo grandi campioni a livello umano. Hanno sempre reagito alle amarezze. Poi, le delusioni fanno parte del calcio. Non sono preoccupato. Bisogna avere il coraggio, la personalità e l’ambizione giusti per portare a buon fine una gara complicata come lo sono quelle contro le squadre di Gasperini. Pensieri sulle designazioni arbitrali? Nessuno. Vorrebbe dire vedere fantasmi o avere paura».
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