Kosovo, ad un passo dalla storia! Manca solo la Turchia di Montella: l’impatto del 5-3-2 di Franco Foda | OneFootball

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·27 de marzo de 2026

Kosovo, ad un passo dalla storia! Manca solo la Turchia di Montella: l’impatto del 5-3-2 di Franco Foda

Imagen del artículo:Kosovo, ad un passo dalla storia! Manca solo la Turchia di Montella: l’impatto del 5-3-2 di Franco Foda

Il Kosovo è ad un passo da un’incredibile qualificazione ai mondiali del 2026. Manca solo uno scoglio difficile da sormontare: la Turchia di Vincenzo Montella, impregnata di talento e ambizione.

La storia calcistica del Kosovo meriterebbe una trattazione più ampia, così come la storia di un popolo devastato alla fine del ventesimo secolo. La data chiave è sicuramente il 17 febbraio del 2008, in cui arriva la decisione unilaterale del Kosovo di staccarsi dalla Serbia e ottenere l’indipendenza. Il movimento calcistico kosovaro fatica ad attecchire, a causa del mancato riconoscimento immediato da parte della FIFA. Tuttavia nel gennaio del 2014, la FIFA annulla il divieto per il Kosovo di incontrarsi con altre nazionali e Il 3 maggio 2016, a Budapest, la UEFA sancisce ufficialmente l’ingresso del Kosovo.


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Da quella data significativa si può dire che ha avuto inizio l’epopea calcistica della nazionale kosovara. Le speranze di agguantare una qualificazione, che sia di un Europeo o di un Mondiale, sono aumentate in maniera esponenziale. La maggior parte degli interpreti a disposizione di Foda sono cresciuti in Germania, ma hanno aderito al progetto kosovaro sfruttando le loro origini. Difatti, il piccolo paese montuoso dell’Europa sud-orientale, conta solo 1,8 milioni di abitanti. Eppure circa 250000 persone appartengono alla diaspora kosovara in Svizzera e quasi mezzo milione risiede in Germania. Numeri significativi i quali hanno permesso alla nazionale di abbracciare la modernità del calcio europeo.

Kosovo, alla scoperta di Franco Foda: l’artefice dietro il successo

Abbiamo forse raggiunto l’apogeo di questa incredibile cavalcata verso la gloria con la recente vittoria ai danni della Slovacchia di Calzona. Il commissario tecnico è un perfezionista, attento al dettaglio e ad ogni evenienza: “Sono fiero della squadra per aver segnato quattro gol, per il possesso palla e per come siamo entrati in contropiede. Però, abbiamo subito tre gol, due dei quali su calcio di punizione, e non possiamo permettercelo contro la Turchia“.

Forse Franco Foda è la figura perfetta per mitigare l’euforia e l’estasi – spesso prerogativa del popolo kosovaro – che può prendere il sopravvento. Nonostante numerose defezioni, Rrahmani e il talentuosissimo centrocampista dell’Hoffenheim Leon Avdullahu su tutte, la nazionale kosovara ha piegato con la forza delle idee la Slovacchia. Da evidenziare il sistema di gioco adottato dall’ex allenatore dello Sturm Graz. Il 5-3-2, modulo considerato da molti anacronistico, è una delle peculiarità della nazionale Kosovara. I due laterali difensivi, Vojvoda e Gallapeni, aumentano il loro raggio d’azione durante la transizione positiva. Il centrocampista centrale, ruolo spesso presidiato da Rexhbecaj, arretra il proprio baricentro favorendo la manovra e la circolazione di palla.

Gli elementi più importanti della rosa

Il commissario tecnico tedesco può contare sull’esperienza e la sicurezza che ben infonde Muric, portiere del Sassuolo. Tra le conoscenze del nostro calcio spicca anche Mergim Vojvoda, ormai pedina insostituibile nello scacchiere di Fabregas. Interessante e peculiare il blocco Hoffenheim composto dal già citato Avdullahu, il difensore centrale Hajdari e Asllani, una vera e propria macchina da gol da 30 milioni di euro. Non è l’unico a saper crivellare le reti avversarie; il classe 2002 condivide il reparto con il pirata Muriqi, ormai baluardo della nazionale kosovara e bomber affermato de LaLiga con 18 reti all’attivo con il Mallorca. L’ambizione smisurata di un intero popolo è affidata interamente alla mente calcolatrice e meticolosa di Franco Foda, formando una commistione azzeccata per l’affermazione del Kosovo. Martedì 31 marzo, lo stadio Fadil Vokrri di Pristina verrà avvolto da numerose teste blu, determinate a strappare il pass per i Mondiali in America. Il Kosovo fiuta l’occasione propizia per scrivere una pagina della propria storia.

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