Bologna Sport News
·13 de junio de 2026
La Norvegia di Heggem punta al ruolo da sorpresa

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·13 de junio de 2026

Norvegia, la selezione del Nord Europa si candida a un ruolo di potenziale sorpresa al Mondiale dopo 28 anni di lunga attesa
Tra le squadre più interessanti di tutto il Mondiale c’è la Norvegia di Haaland. La selezione del Nord Europa si rivede all’appuntamento più importante dopo aver surclassato totalmente la Nazionale italiana con il tre a zero di Olso e il quattro a uno umiliante per gli azzurri a San Siro.
La Norvegia si è dimostrata superiore e a differenza dell’Italia ha dimostrato di avere dei veri e propri campioni. Da Odegaard fino ad arrivare al già citato Haaland e Nusa, quest’ultimo una delle stelle in ascesa del calcio europeo. Il bomber del Manchester City so è anche conquistato lo scettro di capocannoniere delle qualificazioni europee.
Oltre a un attacco da top Nazionale la Norvegia ha sorpreso tutto grazie a un reparto difensivo molto importante. Da Ajer fino ad arrivare a Heggem. Il difensore centrale è stato scoperto nel tre a zero tra l’Italia e gli scandinavi dello scorso giugno, una prestazione che ha portato il giocatore a passare al Bologna.
Il classe 1999 è stato protagonista di un inizio di stagione da top player con pochissime partite sbagliate a infortuni che hanno minato il suo rendimento nel proseguire della stagione. Il giocatore comunque si candida a una maglia da titolare nello scacchiere della sua Norvegia.

(Ansa Foto) Bolognasportnews
Qualche mese fa Heggem ha fatto un paragone curioso tra Bologna e Norvegia. Ecco di seguito le dichiarazioni: “Io credo che, giocatore per giocatore, l’Italia sia migliore di noi. Ma noi siamo un gruppo cresciuto insieme, che ha lavorato negli ultimi cinque anni con lo stesso c.t., Solbakken, e abbiamo costruito passo dopo passo questa nuova generazione in nazionale. […]Abbiamo buone possibilità di fare strada continuando a giocare così: abbiamo ottimi attaccanti, individualità importanti, la nostra intesa si affina di gara in gara, cresciamo costantemente come collettivo. Per certi versi la Norvegia è molto simile al Bologna”.
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