Calcio e Finanza
·7 de marzo de 2026
Lazio, continua l'inchiesta sui rapporti giocatori-ultras: Zaccagni nuovamente dai pm

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·7 de marzo de 2026

Nel periodo forse più difficile della storia sportiva della Lazio, fra proteste dei tifosi e risultati tutt’altro che esaltanti in campo, le indagini degli inquirenti dell’Antimafia sui rapporti fra calciatori biancocelesti e tifo organizzato vanno avanti. A riportarlo è l’edizione odierna del quotidiano Domani.
Gli inquirenti hanno voluto riascoltare il capitano dei biancocelesti Mattia Zaccagni e hanno in programma di fare lo stesso con Luca Pellegrini. Lo scopo è quello di verificare e confermare le risposte che i due giocatori hanno riferito nel primo colloquio che non corrispondevano al 100% con quanto rilevato in questi mesi dagli ispettori, che comunque hanno verificato come tutti i calciatori ascoltati siano completamente estranei alle contestazioni dei tifosi di queste settimane nei confronti del patron e presidente del club, Claudio Lotito.
Da parte loro, i rappresentanti del tifo organizzato biancoceleste continuano a rivendicare il carattere legittimo e pacifico delle contestazioni di queste settimane: si parte da fine gennaio quando è stato deciso di disertare lo stadio Olimpico coinvolgendo più tifosi possibili. Un appello raccolto da diverse migliaia di supporter in ogni settore, portando la squadra di Maurizio Sarri a giocare in un impianto pressoché deserto.
Tornando ai rapporti calciatori-ultras, al momento le indagini degli inquirenti non hanno evidenziato nulla di grave e tutto è riconducibile al puro e semplice scambio di magliette a fine partita ma, come detto, le indagini continuano anche per avere una mappatura completa del tifo organizzato biancoceleste dopo l’omicidio dell’ex capo Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik e assassinato in un parco nell’agosto 2019. A prendere il suo posto, anche per quanto concerne gli affari illeciti che non avrebbero risentito in alcun modo, è stato il suo braccio destro Ettore Abramo, soprannominato Pluto, e attualmente in carcere dopo l’ordine di custodia cautelare spiccato nei confronti a dicembre insieme ad alcuni picchiatori e al gotha del crimine romano. Fra questi c’è Angelo Senese, fratello del di Michele, e Girolamo Finizio, che secondo gli inquirenti sarebbe il reggente del tifo organizzato della Roma a testimoniare come gli affari illeciti non abbiano alcuna bandiera legata al tifo.
Tornando al rapporto giocatori-ultras, oltre a Zaccagni e Pellegrini, negli scorsi mesi sono stati diversi i calciatori biancocelesti ascoltati in Antimafia: Ivan Provedel, Adam Marusic, Alessio Romagnoli, Nicolò Rovella e Danilo Cataldi. Negli scorsi giorni, infine, è comparso davanti alla Commissione parlamentare antimafia, in particolare dal Comitato infiltrazioni mafiose nelle manifestazioni sportive e legami tra criminalità organizzata e società sportive, il patron del club Lotito. Il presidente biancoceleste è solo l’ultimo dei numeri uno della Serie A a essere ascoltato in audizione. Nelle scorse settimane hanno fatto lo stesso, fra gli altri, Aurelio De Laurentiis, Giuseppe Marotta e Paolo Scaroni. «L’audizione è andata bene», ha Lotito, che è anche senatore di Forza Italia.









































