Calcionews24
·13 de marzo de 2026
Maignan: «Allegri un top! Devi avere una mentalità cattiva per fare il portiere. Devi venire qui per capire cosa significhi davvero indossare questa maglia»

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·13 de marzo de 2026

Mike Maignan ha scelto di raccontarsi senza filtri in occasione dell’uscita del documentario “Beyond the Magic”, disponibile su DAZN e sui canali ufficiali del Milan. Nel corso del progetto, il portiere francese ha messo a nudo emozioni e convinzioni, ribadendo ancora una volta il legame profondo e inscindibile che lo unisce ai colori rossoneri.
MENTALITA’ – «Siamo soli. Siamo noi come squadra e gli avversari. E dietro di noi i tifosi. Devi avere una mentalità abbastanza cattiva per fare il portiere, devi essere un po’ matto. Ci sono alcune parole molto importanti per me: avere fede, avere disciplina nel lavoro, pazienza e umiltà. Quando giochiamo insieme possiamo ottenere grandi risultati. Disciplina vuol dire avere rigore, avere un modo di lavorare e non ignorare nulla. Non bisogna mai mollare, neanche nei momenti in cui sei giù. Umiltà perchè non devi mai dimenticare da dove vieni e i sacrifici che hai fatto per arrivare fino a qui. Se sono qui e sono capitano è perchè ho vissuto il mio passato. Nel mio passato ho incontrato diversi portieri con più talento, ma non avevano la mia testa e la mia determinazione. Ho avuto tanto sfide nella mia vita che mi hanno dato questa forza nella testa e questo ha fatto la differenza».
CAPITANO DEL MILAN – «Prima di tutto io devo cercare di essere un esempio e di essere il migliore nel mio lavoro. Essere capitano è una responsabilità e sono orgoglioso di esserlo: in un gruppo di venti o trenta giocatori ce n’è solo uno. Non devi recitare un ruolo: devi essere te stesso ed essere un esempio. È quello che cerco di fare ogni giorno, senza abusare della fascia o dello status. Capitano e leader non lo diventi, nasci con una certa mentalità dentro. Si può imparare, ma non è come quelli che nascono con questa cosa dentro. Se mi hanno dato la fascia è per quello che sono. In passato ho sempre detto agli allenatori del settore giovanile che non c’era bisogno di darmela, perché mi sentivo già capitano anche senza. Oggi averla è per me un motivo di orgoglio e di responsabilità».
GIOCARE NEL MILAN – «Il Milan è dove mi sono fatto vedere al mondo. Devi venire qui per capire cosa significhi davvero indossare questa maglia. Quando giochiamo si vede la grandezza del Club. Appena arriviamo a Milanello dobbiamo dare il massimo, per i bambini, per i nonni, per chi tifa Milan da generazioni. A volte i tifosi pensano che i giocatori sono così, ma a volte hanno anche loro giorni difficili. Magari capita che un giocatore arrivi alla partita anche con altre cose per la testa. Dentro a questa squadra tutti danno il massimo, anche quando non arrivano i risultati. Serve pazienza, credere nel lavoro».
ALLEGRI – «Allegri è un mister che, per la gestione dello spogliatoio e per l’atteggiamento sul campo, è un top. Quando cambia l’allenatore cambiano tante cose. Sono arrivato con una grande voglia di rivincita rispetto all’anno scorso. È stato questo il mio pensiero fin dall’inizio, e lo è ancora oggi».
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