Calcionews24
·25 de abril de 2026
Mercato Inter, rebus Diouf: la posizione del giocatore e della società sul suo futuro. Che cosa bisogna aspettarsi in vista dell’estate

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La stagione si avvia verso la sua naturale conclusione e per Andy Diouf sembra già arrivato il momento delle scelte tattiche e societarie decisive. Sbarcato a Milano sul finire della scorsa sessione estiva, prelevato dai francesi del Lens, il centrocampista si trova oggi di fronte a un importante bivio professionale. L’operazione condotta dalla dirigenza dell’Inter ha richiesto un investimento di assoluto rilievo: ben 20 milioni di euro di base fissa, a cui vanno sommati circa 5 milioni legati ai vari bonus, una mossa fulminea che ha permesso al club meneghino di sbaragliare la forte concorrenza del Napoli.
Nonostante le fisiologiche difficoltà di inserimento in un reparto nevralgico e già ampiamente collaudato, il ragazzo ha mostrato sprazzi di classe cristallina. Le sue statistiche evidenziano un impiego limitato ma comunque incisivo: venticinque presenze complessive e soli 652 minuti giocati, arricchiti da tre marcature realizzate esclusivamente nelle notti di Champions League e in Coppa Italia, restando però a secco nel campionato di Serie A.
Come riporta il Corriere dello Sport, considerando i 23 anni da compiere a breve, il grande interrogativo riguarda la sua imminente permanenza. La scelta sarà concordata tra l’entourage del ragazzo e la dirigenza. Per non disperdere il grande patrimonio tecnico ed economico, l’opzione del prestito appare attualmente come la via più logica e funzionale: cedere il giocatore a titolo temporaneo garantirebbe al mediano quel minutaggio continuo e formativo che, restando in maglia nerazzurra, difficilmente riuscirebbe a ottenere.
Cristian Chivu apprezza enormemente l’esuberanza fisica, la personalità e il dirompente cambio di passo del transalpino. Si tratta di un profilo in grado di rompere gli equilibri e saltare l’avversario con estrema facilità, come ampiamente dimostrato nel recente incrocio di campionato contro il Como.
Tuttavia, l’altra faccia della medaglia mostra un professionista ancora tatticamente acerbo e indisciplinato. Questa forte natura calcistica anarchica ha spinto l’allenatore a schierarlo frequentemente come esterno destro per tamponare le assenze di Dumfries, evitando così di esporre la mediana ai buchi sanguinosi che la sua irruenza causava agendo per vie centrali. Per diventare un leader del centrocampo e assecondare le richieste dello staff, l’ex Lens dovrà necessariamente imparare a gestire i momenti della partita, acquisendo una maggiore lucidità e una prudenza fondamentale nelle letture difensive.
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