Lazionews24
·23 de junio de 2026
Milinkovic Savic, l’intermediario svela un retroscena: «Era fatta con la Fiorentina, ma Sergej si mise a piangere e…»

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Il calciomercato è fatto di trattative sfumate all’ultimo secondo, ma poche sono assurde come il mancato passaggio di Sergej Milinkovic-Savic alla Fiorentina. Un affare che sembrava ormai concluso e che è saltato in modo a dir poco rocambolesco, come rivelato dall’intermediario Bernardo Brovarone.
Intervenuto ai microfoni di Passione Fiorentina, Brovarone ha svelato i dettagli:
ACCORDO SALTATO- «Quello che è successo con Milinkovic ha dell’incredibile. In famiglia c’era una netta divisione: la madre frequentava il miglior amico di Igli Tare e quindi spingeva per la Lazio, mentre il padre Nikola preferiva la Fiorentina. Paulo Sousa parlò direttamente con Sergej, prospettandogli un centrocampo a due e dicendogli che in un paio d’anni sarebbe approdato al Real Madrid, il suo grande desiderio. Diego Della Valle arrivò a incrementare di un milione il bonus per il padre. Mandammo Andrea Rog in Belgio per definire l’accordo con il Genk, con l’ordine tassativo di raggiungere il ritiro e fargli mettere nero su bianco, senza rientrare a mani vuote. Dal mio punto di vista l’affare era concluso: avevamo l’intesa con il club per 6,5 milioni più il 40% sulla futura cessione, mentre la Lazio offriva 10 milioni netti senza percentuali. Il ragazzo aveva dato il suo benestare ai Viola».
GIALLO BIGLIETTI – «Prenotiamo i voli, mi presento in aeroporto per accoglierlo ma non si vede nessuno. Provai a contattare il padre, ma il telefono squillava a vuoto. A quel punto io e Daniele Pradè, che era visibilmente distrutto dall’ansia, ci siamo rintanati in un bar dalle una del pomeriggio fino alle sette di sera, continuando a consumare caffè. Finalmente, in serata, il papà si fa vivo al telefono spiegando il caos: la compagna insisteva fermamente per la destinazione romana poiché lì risiedeva la sua amica più stretta, mandando totalmente in confusione Sergej. Ci chiese di emettere nuovamente i biglietti per il giorno successivo, assicurando la loro presenza a Firenze. Nuova prenotazione da Düsseldorf e il mattino seguente, all’apertura del gate, lo vedemmo finalmente sbarcare».
RIFIUTO FINALE – «Claudio Lotito si rese conto che il giocatore si trovava ormai in Toscana. Una volta arrivati nella sede della Fiorentina, però, accadde l’imprevedibile: all’improvviso, senza alcun preavviso, Sergej scoppiò in lacrime dicendo che non voleva assolutamente trasferirsi lì. Fu un momento spiazzante. Di fronte a quella scena, Pradè si rivolse a me dicendomi che non aveva intenzione di perdere tempo dietro ai capricci di un ragazzo, aggiungendo che non sarebbe stata la presenza o meno di Milinkovic-Savic a fare la differenza per la qualificazione in Champions League. È una frase che mi è rimasta impressa per sempre».







































