Spalletti: «Suzuki mi garba molto ma ha costi proibitivi, da capire perché il Tottenham ha lasciato fuori Vicario. Ecco qual è il ruolo di Douglas Luiz» | OneFootball

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·1 de agosto de 2026

Spalletti: «Suzuki mi garba molto ma ha costi proibitivi, da capire perché il Tottenham ha lasciato fuori Vicario. Ecco qual è il ruolo di Douglas Luiz»

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Spalletti: «Suzuki mi garba molto ma ha costi proibitivi, da capire perché il Tottenham ha lasciato fuori Vicario. Ecco qual è il ruolo di Douglas Luiz». Le parole

Spalletti fa il punto in casa Juventus al termine dell’amichevole contro il Nizza. Presso il Juventus Training Center, il tecnico bianconero elogia l’operato dei direttori Ottolini e Massara, commentando l’imminente arrivo di Kolo Muani e la pista Alajbegovic. Le dichiarazioni riportate da Tuttosport:


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«Sì, mi aspetto nuovi arrivi. Ho l’ufficio tra Ottolini e Massara (ride, ndr) e vedo il loro impegno e la loro presenza sul mercato, sono direttori conosciuti, hanno contatti con chiunque. Siccome è un mercato particolarmente complicato e siccome abbiamo sbagliato qualche acquisto gli anni precedenti – e infatti siamo a rincorrere caselle su questi campettini – bisogna che si ottimizzi un po’ e mi sembra che anche in questo i direttori siano perfetti. Mi posso sbilanciare solo su Kolo Muani perché il direttore mi ha rassicurato. Su Alajbegobic, per quello che so io, la situazione è diversa. Kolo è un calciatore che avete avuto modo di apprezzare tutti. E non è da dare per scontato il fatto che lui volesse venire qui da noi a tutti i costi, perché in passato è successo che alcuni giocatori ci abbiano rifiutati. E poi è amico di tutti i calciatori e ha delle caratteristiche che possiamo mettere in pratica. Lui non è la punta ferma da area di rigore. Lui naviga su tutto il fronte offensivo, palleggiando, e questo ti dà un vantaggio perché crea sempre superiorità nelle zone del campo. Ad attaccare la profondità è uno dei numeri uno in Europa. Mi garba anche perché è un bravo ragazzo e credo di poterci lavorare bene insieme. Sono contento che arrivi. Se può bastare il suo arrivo? Secondo me i direttori sono così conoscitori di calcio da aver capito che serve una punta fisica da area di rigore quando le partite non si riescono a sbloccare e il tuo destino è in mano al campo. Servono centimetri, fisico, un profilo che si sbatta in area: robe che ci mancano».

Douglas Luiz e le scelte di rosa

Ampio spazio viene dedicato alla grande prestazione di Douglas Luiz e al suo posizionamento tattico:

«Dugghi – perché i suoi compagni lo chiamano così – è uno che sa fare continuamente lo screenshot delle situazioni in cui si trova dentro al campo. Sa quando toccare la palla quella volta in più o quella in meno. Ciò che gli hanno sempre contestato tutti è il livello di passo, la copertura del campo. Ecco, oggi ha fatto bene anche quello, inserendo il fisico in fase difensiva. E questo fatto di metterci dentro un po’ di scocca per lo sporco della partita è quello che lo completa. Nel pulito è un calciatore forte che può stare a questo livello qui. Se è lui quello che mi serve davanti alla difesa? Dobbiamo fare delle valutazioni. Però lui sa costruire il gioco e secondo me quello è il suo ruolo. Se lo metti a trequarti non ha lo spunto a spalle girate per saltare l’uomo e liberarsi da uno spazio angusto. Non è la sua zona di competenza».

Sulla gestione dell’organico in vista della tournée estiva:

«Khephren rimarrà qui alla Continassa a lavorare insieme a Ekhator. Kenan, invece partirà per la tournée».

Portieri e il caso Italia

Sul fronte portieri, valutando i profili di Suzuki e Vicario:

«Suzuki mi garba molto, ci piace perché è un portiere di grandissima prospettiva: se si va a vedere sulla carta stampata è un nome che viene richiamato dalle società più forti. Ma per il momento è proibitivo da un punto di vista di costi e possibilità, perché le complicazioni a volte sono di varia natura. Dobbiamo anche mettere a posto le spese che si fanno. Vicario? È un portiere esperto che ha vissuto situazioni. Uno forte. C’è da capire il perché una squadra come il Tottenham abbia deciso di lasciarlo fuori. Quali siano state le loro valutazioni».

Infine, una battuta sulle vicende della Nazionale azzurra e il caos Malagò-Maldini:

«Maldini rappresentava il nuovo di cui c’era bisogno. Ed era evidente. Ma è stato come il voler fare un aggiornamento su un cellulare troppo vecchio e che non supporta tale aggiornamento. E allora, che fai? O cambi cellulare o ti tieni quello vecchio. E loro hanno optato per la seconda via».

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