Calcionews24
·9 de abril de 2026
Udinese, Karlstrom racconta: «Con le big mettiamo coraggio, siamo cresciuti. Davis? non è inferiore a Gyokeres, e sul mio diabete…»

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Jesper Karlstrom, centrocampista svedese e capitano dell’Udinese, si racconta a La Gazzetta dello Sport prima della sfida contro il Milan.
GIOCA CON LA DIFFIDA DAL 27 DICEMBRE – «Sapevo di essere in queste posizioni, sono felice ma non è così importante. Non sarà facile resistere. Soprattutto col Milan».
MODRIC – «Troppo forte. Per me era l’esempio che guardavo nel Real, lo è ancora per tutti. Il Milan ha un bel centrocampo e una difesa attenta e organizzata».
UDINESE BENE CON LE BIG – «Lo scorso anno non era così. Siamo cresciuti. Con le big mettiamo coraggio e la grinta giusta. Con le altre a volte manca un po’ di concentrazione».
DAVIS – «Recuperiamo Davis che è troppo forte. Guardi, io in nazionale gioco con Gyökeres, Isak, Elanga, campioni. Ma Davis non è affatto inferiore. Con Zaniolo forma davvero una bella coppia. Se Gattuso avesse fatto giocare Nicolò al playoff, al Mondiale ci sarebbe andata anche l’Italia. Vi serviva uno così».
IL MONDIALE – «È stato bellissimo battere la Polonia e qualificarci. Abbiamo fatto festa tutta la notte, tanta birra, ma un po’ di tutto. Prima in hotel, poi in strada. È un buon gruppo. A novembre abbiamo cambiato ct e siamo tornati al modulo che ci è più congeniale. Sostanzialmente giochiamo con il 5-3-2. Siamo più stabili in difesa. Speriamo di recuperare Kulusevski, forte e utile».
GYOKERES? – «Per me un amico da quando ero ragazzino. Veniamo dallo stesso club di Stoccolma, il Brommapojkarna. Ha la testa, il fisico, la fiducia in se stesso».
AL MONDIALE AVETE TUNISIA, OLANDA, GIAPPONE – «Un gruppo tosto. Ma è fondamentale la prima, con la Tunisia».
DURANTE IL MONDIALE – «Sì, durante il Mondiale diventerò papà di una femminuccia. Nascerà a Stoccolma».
UDINE – «La città mi piace. Vivo a dieci minuti dal centro. Vorrei restare qui. Sono vicino a mare e montagna. Venezia, Austria, Slovenia, Croazia. E adoro Grado, la località in cui vado di più».
L’UDINESE – «Lavoriamo per arrivare a cinquanta punti. Dal 2014 l’Udinese ha fatto una volta quarantasette punti. Possiamo farcela. Il club lo merita».
COSA HA DATO RUNJAIC – «Due anni positivi. Sono contento per la fiducia che mi ha dato. È un buon allenatore con aspettative alte. Ci spinge ogni giorno a fare meglio. Ha umorismo e parla tanto con noi».
CAPITANO – «La Serie A mi piace in tutto. È una responsabilità che ho sempre accettato. Al Djurgarden e al Lech Poznan. Parlo in inglese. Chiedo ai compagni di avere rispetto e dare il 100%. Poi mi aiutano Kabasele e Padelli. È lui il boss. Il cassiere delle multe…».
HA IL DIABETE DI TIPO 1 – «Guardi qui. Questo sensore mi aiuta. Ormai sono abituato, ma non è facile. Ci devo pensare ogni giorno. Lo sport aiuta molto. E ringrazio i medici Fabio Tenore e Andrea Kleiner, oltre alla società. Posso mangiare tutto, anche i dolci, ma senza esagerare. E mi piace parlarne ai ragazzi, essere un esempio per loro».
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