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·7 avril 2026

Abete: «E’ necessaria una riflessione sulla Nazionale! Conte? Dico questo»

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Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, ha rilasciato un’intervista che verte sul calcio italiano. Le sue considerazioni

Durante la presentazione del progetto “Vinciamo Insieme” al Grattacielo Piemonte di Torino, Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, ha affrontato i temi più urgenti del sistema calcistico italiano. Quest’ultimo ha sottolineato il problema dello scarso utilizzo dei giovani, evidenziando la necessità di rivedere le normative attuali. Il dirigente ha posto l’accento sull’importanza di creare condizioni più favorevoli alla crescita dei talenti, ribadendo come il futuro del calcio italiano passi inevitabilmente dalla valorizzazione dei vivai! Vi riportiamo le sue dichiarazioni in merito.


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NORME – «Ci sono norme dell’Unione europea, il calcio non ha visto riconosciuta nessuna specificità e viene considerato un’attività come tutte le altre a livello di lavoro dipendente. Tutti i tentativi fatti nel tempo per determinare l’obbligo sull’utilizzo dei giovani hanno trovato sempre un ostacolo normativo insuperabile».

BUON SENSO – «Dobbiamo essere attenti a non far diventare praticabile qualcosa che non lo è, perché in qualche modo contrasta con le normative europee. Dobbiamo avvalerci di una dimensione di capacità di autogestione e di scelta collegata al fatto di utilizzare maggiormente i giovani soprattutto nelle serie maggiori».

CRISI CALCIO ITALIANO – «Bisogna partire dai contenuti e non dai nomi: si chiede un progetto che abbia senso per recuperare un livello di competitività che è venuto meno. Ci dobbiamo porre un problema, una riflessione sulla Nazionale e sul calcio italiano ad ogni livello, perché c’è un problema generale e non isolato: c’è stato un arretramento del calcio italiano anche in Champions League, con l’Atalanta che è stata l’unica a raggiungere gli ottavi di finale».

CALCIATORI STRANIERI – «Una squadra di Serie C può giocare con undici stranieri e non si possono imporre obblighi, non si può imporre nulla a livello di calcio professionistico».

CONTE – «Ha fatto bene e siamo stati competitivi agli Europei, è un tecnico di primissimo livello, ma non lo devo dire io».

FUTURO FIGC – «Non mi pongo il problema di tornare, il mio nome sarà stato citato per ordine alfabeticoServe una riflessione strategica sul calcio in Italia: non è solo questione di risultati della Nazionale».

COMMISSARIAMENTO FEDERAZIONE  «Tecnicamente in questa circostanza non è previsto e non è possibileSolo in caso di gestione amministrativa impropria, ma non su questioni sportive».

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