Cagliarinews24
·7 avril 2026
Dossier Baggio, il piano ideato anni fa avrebbe rivoluzionato il calcio italiano? I dettagli

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Ogni volta che il calcio italiano attraversa una crisi profonda, torna al centro del dibattito il cosiddetto Dossier Baggio, un progetto spesso citato ma raramente approfondito fino in fondo. Non si tratta di una leggenda o di un documento simbolico, ma di un piano concreto e strutturato che avrebbe potuto segnare una svolta nel sistema calcistico nazionale. Come emerso dall’intervista a Vittorio Petrone, ex manager di Roberto Baggio, sul canale YouTube Cronache di Spogliatoio, il dossier rappresentava un progetto ambizioso nato dopo il fallimento del Mondiale 2010.
Il piano, sviluppato sotto la guida di Roberto Baggio, allora presidente del Settore Tecnico FIGC, contava oltre 900 pagine e coinvolgeva numerosi professionisti, tra cui Adriano Bacconi. L’obiettivo era chiaro: intervenire in profondità sulla formazione dei giovani, vero punto critico del calcio italiano. Il progetto prevedeva la creazione di circa 100 Centri di Formazione Federale su tutto il territorio nazionale, con un approccio completamente nuovo.
Al centro dell’idea c’era la figura del “maestro di calcio”, un educatore capace di lavorare non solo sulla tecnica, ma anche sugli aspetti motori, psicologici e pedagogici dei giovani calciatori, superando la logica del risultato immediato.
Uno dei punti chiave del Dossier Baggio riguardava proprio la revisione delle competizioni giovanili. L’obiettivo era ridurre la pressione del risultato nelle categorie più basse, favorendo lo sviluppo individuale dei ragazzi. Un cambio di paradigma importante, che avrebbe potuto incidere sulla crescita dei talenti italiani nel medio-lungo periodo. Il progetto era stato discusso e approvato a livello istituzionale, ma non ha mai trovato piena applicazione.
A frenare definitivamente il piano è stato soprattutto il fattore economico. La cifra necessaria per avviare il progetto era stimata in circa 10 milioni di euro distribuiti su tre anni. Un investimento ritenuto evidentemente troppo oneroso, che ha impedito al Dossier Baggio di trasformarsi in realtà. Oggi quel progetto continua a riemergere nei momenti più difficili del calcio italiano, come simbolo di una riforma mancata e di un’occasione forse mai davvero colta!









































