Juventusnews24
·20 mars 2026
Bernardeschi e la seconda giovinezza al Bologna: così l’ex Juventus è tornato ad incantare tutti. Dentro alla stagione della sua rinascita

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C’è stato un tempo in cui Federico Bernardeschi, sotto la Mole, sembrava destinato a raccogliere le eredità più pesanti. L’esperienza alla Juventus, vissuta tra sprazzi di classe purissima e lunghe pause di discontinuità, lo aveva spesso etichettato come un talento incompiuto. Oggi, però, la narrazione è radicalmente cambiata: con la maglia del Bologna, l’esterno sta vivendo una vera e propria seconda giovinezza, dimostrando di essere totalmente rifiorito dal punto di vista tecnico, fisico e mentale, lontano dalle asfissianti pressioni dell’ambiente bianconero.
Il suo impatto con la nuova realtà non è stato privo di fisiologici ostacoli. Le primissime uscite stagionali in Europa lo avevano visto faticare, tra qualche scivolata di troppo al primo tocco contro il Friburgo e ripiegamenti di puro sacrificio sul campo dell’Aston Villa. Ma la scintilla si è accesa in fretta. Il punto di svolta emotivo e tattico è arrivato in campionato contro l’Udinese: un gol fortemente voluto, celebrato con l’abbraccio liberatorio di tutta la curva e dei compagni, che ha certificato la sua crescita. Da quel momento, Bernardeschi ha ricominciato a dominare le partite con fughe, cross, sponde e giocate d’alta scuola, come dimostrato di recente in un primo tempo straripante sul campo del Torino.
Il classe ’94 ha ritrovato la sua dimensione ideale soprattutto in Europa League, trasformandosi nell’uomo in più della formazione emiliana. Ha preso letteralmente per mano la squadra ergendosi a dominatore assoluto a Vigo contro il Celta, trascinando i suoi con una doppietta d’autore. Non solo finalizzatore, ma anche rifinitore: dai suoi piedi continuano a nascere traiettorie magiche capaci di scardinare difese chiuse, come il pallone illuminante che ha aperto le marcature nella trasferta dei playoff contro il Brann.
L’apice di questa inaspettata rinascita si è materializzato nel pirotecnico doppio scontro degli ottavi di finale contro la Roma. All’andata si è caricato sulle spalle il peso dell’attacco, trovando la via del vantaggio dopo aver disegnato geometrie e impegnato a più riprese Svilar. Nel drammatico e trionfale ritorno dell’Olimpico, ha confermato un carisma da leader assoluto: prima inventando il corridoio geniale da cui è scaturito il penalty, poi trasformando il tiro dal dischetto con una freddezza glaciale. Un Bernardeschi così maturo, incisivo e continuo, alla Juventus, lo avrebbero sognato a lungo.









































