Cafu schietto: «Caso Gasperini-Ranieri alla Roma? Le polemiche non mi piacciono, non sono due ragazzini!» | OneFootball

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·21 avril 2026

Cafu schietto: «Caso Gasperini-Ranieri alla Roma? Le polemiche non mi piacciono, non sono due ragazzini!»

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L’ex terzino di Roma e Milan, Cafu, ha voluto dire la sua in merito al caso scoppiato alla Roma per le frizioni interne tra Ranieri e Gasperini

É stato uno dei più grandi esterni difensivi mai visti su un campo di calcio. Il calcio italiano si è goduto Marcos Cafu con le maglie di Roma e Milan. Oggi il brasiliano parla su La Gazzetta dello Sport osservando da lontano la nostra Serie A (ed anche altro).

IL LAVORO DI GASPERINI – «Ottimo. I problemi ci sono ovunque, in tutte le squadre, ma quanto ha fatto Gasperini in questa prima stagione è stato notevole e spero che il prossimo anno possa far sognare di nuovo la Roma con la vittoria dello scudetto».


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IL DISCORSO CHAMPIONS È ANCORA APERTO – «Assolutamente. C’è ancora tanto da giocare, la Roma ha delle chance, dipende da come se le gioca ma recuperare 5 punti quando ce ne sono 15 a disposizione non è impossibile».

LA POLEMICA TRA RANIERI E GASP – «Caspita… Il calcio nel rettangolo di gioco segnato dalle quattro linee è così bello… Le polemiche non mi piacciono, a me piaceva giocare e ora piace il gioco, l’azione, la partita, il rispetto per gli avversari e il divertimento in campo. E poi dai, sono due uomini fatti, hanno esperienza, non sono due ragazzini caspitarola. Erano lì per trasmettere tranquillità ai calciatori e invece guarda che roba… Spero si possa girar pagina il prima possibile».

IL MILAN – «Detto che l’Inter è tornata ad essere fortissima e conquisterà il titolo, il Milan lo vedo bene anche per il prossimo anno. È una squadra con esperienza e che ha le idee chiare. Spero possa arrivare in Champions, così le cose cambieranno completamente. Il Milan è solido, ha una bella società alle spalle, è sulla buona strada».

CHIVU – «Sta facendo un lavoro fantastico, come allenatore sta dimostrando tutte le qualità che aveva da giocatore. Con lavoro, competenza e pazienza ha costruito una gran bella squadra. Lo scudetto è praticamente vinto e spero che il prossimo anno possa tornare a far bene anche in Champions, del resto l’Inter nelle ultime 4 stagioni ha alternato un anno in finale a un anno meno positivo in Europa».

LA NAZIONALE AZZURRA – «Io sono molto amico di Rino (Gattuso, ndr), sono innamorato dell’Italia e del calcio italiano, per uno che ha giocato 11 anni in Serie A non è bello vedere la Nazionale azzurra di nuovo fuori dal Mondiale visto quello che ha fatto in passato. È chiaro che bisogna cambiare. Il potenziale c’è, tanto come club che come giocatori, e non si riesce a tirarlo fuori. È dura per me che sono un innamorato esterno, figuriamoci per voi. Non riesco a immaginarlo».

LA SERIE A HA DELLE RESPONSABILITÀ – «Non credo. Io continuo a vedere delle ottime squadre. Il problema è che la mentalità degli Azzurri è completamente diversa, si parla di un popolo, di una nazione, di un Paese, la pressione è molto differente».

TROPPI STRANIERI IN SERIE A – «Io non penso sia il problema. Se la causa fosse quella l’Inghilterra non dovrebbe qualificarsi mai vista la quantità di stranieri in Premier League. Anche ai miei tempi c’erano tanti stranieri e l’Italia ai Mondiali vinceva. È un problema di struttura».

SE ANCELOTTI VINCE IL MONDIALE COL BRASILE TORNA IN ITALIA – «No no, macché. Carlo sta bene dove sta. Rio, spiaggia, Carnevale… Mister non te ne andare, stai con noi! Scherzi a parte, la decisione è sua, con una certezza: dovunque andrà saranno tutti felici perché è un grande professionista, lavora, è competente».

IL CASO NEYMAR PUÒ CONDIZIONARLO – «Non credo proprio. Sa ciò che deve fare, lo vedo super tranquillo. E poi Ancelotti è una persona molto onesta e corretta, la decisione che prenderà sarà la nostra decisione, di tutti i brasiliani».

IL BRASILE AL MONDIALE – «Io sono molto fiducioso. Abbiamo esperienza e un grande allenatore che ha un solo problema, il tempo: Ancelotti non ne ha avuto a sufficienza per lavorare, e finora per problemi e inconvenienti vari non è riuscito a ripetere neanche una volta la stessa formazione per due partite di fila. Deve trovare la sua squadra nelle poche settimane che portano al torneo, da metà campo in su siamo fortissimi. Se Ancelotti riesce a rendere più solida la difesa ci siamo. Noi un gol a partita lo facciamo sicuro, se non incassiamo… Poi è chiaro, ci sono grandi rivali, Portogallo, Argentina, Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, tutte nazionali che a parte il Portogallo hanno già vinto. La pressione è normale, e mi piace. Siamo il Brasile, l’unica nazionale con 5 stelle, e non vinciamo da tanto. Ma dopo la vittoria nel 1970 siamo rimasti 24 anni senza vincere e poi abbiamo fatto 3 finali consecutive, con due vittorie. Io c’ero. Ora sono altri 24 anni. Sembra l’anno buono per vincere, è il nostro momento».

VINICIUS – «Per me è fortissimo. È un ragazzo che deve solo giocare a calcio e dimenticare tutto il resto. I giovani di oggi fanno più fatica ad isolarsi, per loro è la sfida più grande. Se la vincono sono crack. Il Mondiale sono appena 8 partite: è la strada migliore per spegnere qualsiasi tipo di polemica e Vinicius con Ancelotti ha una grande occasione per dimostrare al mondo intero il suo grande valore».

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