💪🏼 Calafiori: “Gattuso? Negli ultimi mesi ho sentito più lui che mia madre. La pressione c’è, ma pensiamo positivo” | OneFootball

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·24 mars 2026

💪🏼 Calafiori: “Gattuso? Negli ultimi mesi ho sentito più lui che mia madre. La pressione c’è, ma pensiamo positivo”

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Riccardo Calafiori, in vista dell’impegno di giovedì contro l’Irlanda del Nord, è intervenuto oggi in conferenza stampa per analizzare il momento dell’Italia. Ecco le sue parole, riportate da TMW:

Come stai? Come state gestendo questo momento?“Sto bene, poi vediamo oggi sul campo ma sto bene. Per quanto riguarda la gestione dei momenti, in questi casi la chiave è vivere il presente e non pensare troppo, godersi ogni singolo momento perché può diventare una cosa bella. Stare insieme, fare gruppo e pensare alla prossima gara”.


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Come vedi il calcio italiano vedendolo dalla Premier? Che squadra è l’Irlanda del Nord?“Preferisco concentrarmi più su di noi piuttosto che sull’avversario, dipende più da noi che dagli altri. Si parla tanto di Premier, ma la Champions è complicata anche per le squadre inglesi. Il calcio non è una scienza perfetta”.

Che gara va disputata? Quanto possono determinare le palle inattive?“La partita va preparata come se fosse una normale partita, dobbiamo restare leggeri. Sui piazzati a sfavore dobbiamo essere attenti, loro possono essere pericolosi. Nel calcio di oggi possono fare la differenza perché la linea è sottile”.

L’Irlanda del Nord si baserà molto sulla palla lunga“Loro appena hanno la possibilità cercano questo tipo di giocata, non dobbiamo subire questo tipo di giocata e fare attenzione sulle seconde palle”.

Cosa dobbiamo fare per migliorare la fase difensiva?“Quando si commette un errore, si prende gol, il problema non è solo di un reparto. C’è poco da pensare al passato. Dobbiamo stare insieme e ottenere il risultato”.

Quale gara con Gattuso replicheresti tra quelle fin qui disputate?“Penso a quella con l’Estonia che giocammo per l’appunto a Bergamo. Anche lo stadio più darci una mano, giovedì a mio avviso sarà ancora meglio”.

Noi siamo una squadra d’attacco e dobbiamo pensare ad attaccare.“Sì, mi piace pensarla così. Ma come ho detto prima non si può immaginare come andrà a finire la partita, il messaggio che vogliamo mandare è quello di stare tutti insieme ed essere positivi. In partite così importanti il livello tattico e tecnico conta fino a un certo punto, conta di più l’unione e la mentalità”.

Qual è la differenza tra gli allenamenti in Italia e in Inghilterra?“La differenza più grande è nell’intensità con cui si fanno gli allenamenti e le partite, il vero allenamento in Premier League è la partita. L’Arsenal gioca due gare a settimana, di allenamenti se ne fanno pochi. L’intensità è alta, ci sono pochi momenti morti”.

Cosa puoi dire del lavoro di Gattuso in questi mesi?“Ho apprezzato molto il comportamento che ha avuto il mister con me, negli ultimi mesi ho sentito più lui di mia madre… E’ stato bravo a starmi vicino, anche quando ero fuori. Poi c’è stata la cena a Londra, è stato bello stare insieme e parlare. In questi mesi non abbiamo avuto modo di allenarci, ma c’è poco da allenare e tanto da andare insieme”.

Di cosa si parla in queste cene?“Di sicuro il conto l’ha pagato lui (ride, ndr). Si è parlato di calcio, c’erano anche Buffon e Bonucci. E’ stata una serata di amici, ci hanno raccontato qualche aneddoto e poi s’è parlato della partita”.

Perché si deve essere ottimisti in vista di questa sfida?“Perché vogliamo tutti la stessa cosa, quindi perché complicarci la vita. Mi piace sempre pensare in maniera positiva che quando uno pensa in modo positivo a ottenere delle cose poi alla fine le ottiene”.

Come alleggerite la pressione in questi giorni?“La pressione c’è, è inutile cercare di evitarla. Sappiamo tutti quanto è importante per noi qualificarci a questo Mondiale. Per quello che si può non ci si pensa, siamo già a -2 dalla partita. Io sono contento di disputare questa partita, questo è il messaggio che voglio mandare. Cerchiamo di vivercela bene e di pensare positivo, può essere una settimana in cui possiamo essere tanto felici perché non pensiamo ad altro che a pensare al Mondiale”.

Ci saranno dieci milioni di italiani che vi guarderanno. Come la paura si trasforma in coraggio?“Sta tutto in come si vede questa partita. Quando vesti questa maglia c’è responsabilità, ma io la vedo più come una opportunità. Preferisco per mille motivi giocarla una gara del genere piuttosto che no. Andare al Mondiale è il sogno che avevo da bambino e questa partita non vedo l’ora di giocarla”.

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