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·10 janvier 2026
Chivu alla vigilia di Inter Napoli: «Gara che indirizza una stagione, da Conte c’è da imparare. Luis Henrique? Ho commesso un errore, ecco perché»

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La conferenza stampa di Cristian Chivu alla vigilia di Inter Napoli, match valevole per la ventesima giornata del campionato di Serie A 2025/26.
INTER CRESCIUTA RISPETTO ALL’ANDATA, COM’È CRESCIUTA LA SQUADRA? – «Col lavoro, dando continuità a quello che di buono era stato fatto. Direi che che con alti e bassi, abbiamo fatto cose buone e meno buone, ma sempre con la consapevolezza di voler migliorare sempre».
COME CAMBIERA’ LA PARTITA RISPETTO ALL’ANDATA, CON UN NAPOLI TOTALMENTE DIVERSO? – «E’ passato poco tempo. Vero che nel frattempo hanno cambiato il sistema di gioco e che hanno qualche interprete in più o in meno. All’andata c’era Anguissa e non c’era Hojlujnd, stavolta al contrario. Hanno una rosa importante, un gruppo di giocatori forti. Sarà una partita difficile da affrontare, sia per noi che per loro. La massima attenzione sarà nella mente di tutti per cercare di fare meno episodi, sarà una partita che vivrà di episodi».
PREVALE LA VOGLIA DI ANDARE A +7 O IL TIMORE CHE IL NAPOLI SI AVVICINI A -1? CHI HA PIU’ PRESSIONE TRA NOI E LORO? – «Dipende sempre a chi viene rivolta la domanda. Noi vogliamo andare a + 7 e loro vorrebbero andare a -1. Però dalla voglia ai fatti c’è tanto, c’è l’impegno, l’ambizione, tutto quello che riesci a mettere in campo. Concentrazione, equilibrio. Sono cose che determinano l’andamento della partita. Ultimamente stiamo dando continuità di risultati e anche nell’interpretare le partite, ma non vuol dire che siamo sicuri di cosa accadrà domani. L’unica certezza è che in questo periodo abbiamo sempre lavorato bene per superare determinati momenti. L’ambizione la voglia di questa squadra c’è sempre stata, forse ora è aumentata visto tutto quello che è accaduto nell’ultimo mese. Saremo pronti a fare una grande gara, consapevoli del fatto che questa è una partita che può indirizzare veramente il cammino dentro una stagione».
QUANTO MI STIMOLA IL CONFRONTO CON CONTE? – «Ho una grande stima di Conte allenatore, ero ancora giocatore quando lui allenava alla Juve, l’ho affrontato un paio di volte. Gli ho fatto anche i complimenti, da giocatore, per quello che lui riusciva all’epoca a trasmettere alla squadra. Nel frattempo è evoluto, fa cose più adatte al calcio di oggi e le fa bene. Ha vinto tanto, noi giovani allenatori abbiamo tanto da imparare da lui, questa è la realtà. Per me non esiste il confronto Chivu-Conte, sono due allenatori che cercano di dare il massimo per la propria squadra. Ultimamente l’allenatore è diventato forse troppo rispetto a quello che deve rappresentare in questo sport, i protagonisti sono i giocatori e non vanno dimenticati i tifosi. Poi ovvio che incide, è il responsabile e il leader di un gruppo».
COSA MI ASPETTO IN PIU’ DALLA MIA SQUADRA DAL PUNTO DI VISTA MENTALE – «Non è che il Napoli è più importante di quello che è stato il Parma, perché per arrivare al Napoli in queste condizioni devi passare anche dal Parma, dal Bologna, dall’Atalanta. Abbiamo cercato di trasmettere la consapevolezza di trattare tutte le partite in maniera seria, senza venire a far proclami davanti a qualcuno. Non vorrei nemmeno farlo prima della partita contro il Napoli. Sappiamo che il campionato è una maratona, bisogna affrontare 38 partite e bisogna dimostrare che meriti di essere competitivo. Noi abbiamo avuto la forza di rialzarci da momenti un po’ meno fortunati, ci siamo messi sempre a lavorare, rimboccandoci le maniche, dimostrando che questo gruppo vuole ancora dimostrare qualcosa. Speriamo di far meglio di quanto fatto ad ottobre, anche se poi è stata un po’ condizionata da certi episodi dove credo che in questi 2 mesi siamo migliorati anche nel non pensare troppo alle ingiustizie».
QUANTO E’ STATO UTILE PERDERE LA FINALE COL PSG IN QUEL MODO PER RIPARTIRE? NE PARLIAMO ANCORA? – «Non auguro a nessuna squadra al mondo di vivere quello che questa squadra ha vissuto. Lo dico onestamente. Non è mai semplice presentarsi in finale di Champions e perdere. Ma con loro non ne parla, non mi sembra giusto. Devono essere consapevoli del fatto che l’anno scorso hanno provato in tutti i modi ad esser competitivi, non devono perdere quella cosa. Quella voglia di andare ad ottenere i risultati che sono al limite del pensiero a me fa piacere, non vanno a nascondersi dietro a qualcosa. Loro hanno perso, ma la cosa più importante è che sono riusciti a rialzarsi. I campioni, quelli forti, si mettono subito in gioco e non puntano il dito nel cercare errori o scuse».









































