Fabregas in conferenza: «Sono orgoglioso di come abbiamo giocato contro il Milan. Lazio? Con Sarri ha un’identità molto chiara» | OneFootball

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·17 janvier 2026

Fabregas in conferenza: «Sono orgoglioso di come abbiamo giocato contro il Milan. Lazio? Con Sarri ha un’identità molto chiara»

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Fabregas parla in conferenza alla vigilia della Lazio: «Sono orgoglioso di come abbiamo giocato contro il Milan. Sulla Lazio…»

Cesc Fabregas, tecnico del Como, è intervenuto in conferenza stampa in vista della sfida valida per la 21ª giornata di Serie A 2025‑2026 contro la Lazio. Queste le dichiarazioni:

PARTITA CON IL MILAN – «Siamo in un momento di gioco molto buono. Non siamo contenti, anche se sono orgoglioso di come abbiamo giocato contro il Milan sette volte campione d’Europa. Non succede sempre che quando tirano in porta ti fanno sempre tre gol. Ma io quando chiudo gli occhi, voglio vedere la mia squadra giocare così».


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LAZIO – «Sta crescendo. Con Sarri ha un’identità molto chiara, ha due esterni fortissimi. Anche Taylor è forte, abbiamo giocato contro di lui con l’Ajax, lo conosciamo bene. Poi hanno una difesa molto solida e compatta, mi piacciono molto. Consolidata la squadra perché da tanti anni giocano insieme. Partita bellissima da giocare, con due squadre più o meno con uno stile simile. Un’altra grande partita per noi, ma è la cosa bella».

STILE DI GIOCO «Mi sembra strano che nel 2026 si debba parlare di queste cose. Il calcio è di tutti, si vince in tanti modi. Io l’ho fatto con Conte, con Wenger… ho toccato tutti i pali e vinto con tutti. Perché dobbiamo trovare sempre quel dibattito o quella divisione… complimenti al Milan perché ha vinto, ma non vuol dire che sia meglio o peggio. Si deve rispettare tutto. Si perde tante volte in maniera diversa. La gente mi attacca ma io non ho detto niente, se alla gente non piace il mio calcio non me ne frega niente. A me dal primo giorno hanno chiesto questo, un gioco bello come il lago di Como. Non mi hanno detto di vincere e basta. Ma creare uno stile di gioco, un’identità, un tipo di giocatore specifico che venga al Como. Il mio lavoro è diverso. Se mi dovessero dire di vincere e basta, lavorerei e mi adatterei in maniera diversa. Sono stanco di questo. Noi proviamo le nostre cose, lavoriamo qua, abbiamo la nostra maniera di giocare. Per me è un dibattito assurdo, è mettere il dito in un posto dove non c’è il buco».

CALCIO ITALIANO – «Si vede quanto è difficile vincere in Italia, guardate il Napoli contro il Parma. Il Pisa meritava di vincere. È difficile. Per me è più facile adattarmi al calcio spagnolo che a quello italiano, qui qui si cresce sempre. Noi dobbiamo creare la nostra storia, quello che dice l’altra gente».

SARRI E ALLENATORI – «Analizzando le partite. Con Sarri posso capire certe cose, con altri devo chiedere magari a giocatori che l’hanno avuto prima. E analizzare. Alcuni allenatori vanno sempre a rubare il pallone con la pressione, che vanno pressare, ma solo per chiudere la linea di passaggio ed evitare imbucate. Per questo mi piace sapere il perché delle cose. Io però ho cambiato tanto. Pensavo di non andare mai a uomo, invece l’abbiamo fatto. Ho detto che la mia squadra pressasse sempre, bugia: al Milan abbiamo lasciato spazio. Però per me mai dire mai».

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