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·3 mars 2026

Gatti, il padre assicura: «Ormai ha la Juventus dentro, va via solo se lo cacciano»

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Gatti, il padre assicura: «Ormai ha la Juventus dentro, va via solo se lo cacciano. Vuole sentirsi vivo e del buon contratto gli frega il giusto»

Negli ultimi mesi Federico Gatti ha dimostrato una resilienza fuori dal comune, superando infortuni, rumors di mercato e avvicendamenti in panchina senza mai perdere la bussola, arrivando persino a indossare la fascia di capitano della Juventus. Il gol del definitivo 3-3 all’Olimpico contro la Roma rappresenta il giusto premio per un calciatore che ha vissuto un’annata tormentata, come confermato dal padre Ludovico a Tuttosport.


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Nonostante la gioia per la rete, il primo pensiero del genitore va alla prestazione collettiva: «Al di là del gol di Fede, sono felice perché la Juve ha meritato il pareggio. Ho sentito tanti elogi per la Roma, ma ho visto una Juve che fa grandi cose: gli altri in questo periodo con poco raccolgono tanto, purtroppo». Analizzando il percorso del figlio, Gatti senior evidenzia le difficoltà fisiche incontrate: «Mio figlio ha avuto un anno abbastanza sfortunato: nella scorsa stagione ha pagato l’infortunio che ha avuto in primavera, che l’ha condizionato nella gestione Tudor. Anche in questo campionato si è portato qualche strascico di quel problema, poi l’ha bloccato un influenza brutta a novembre quando è arrivato Spalletti e infine il menisco».

Questi intoppi hanno costretto Luciano Spalletti a cercare alternative, relegando Federico a un ruolo meno centrale, situazione che il difensore fatica a digerire: «Giustamente il mister ha dovuto trovare delle soluzioni alternative. Ora sta masticando amaro perché vuole giocare di più, ma sarebbe strano se non fosse così: per fortuna non accetta questo destino, menomale, perché i professionisti devono ambire sempre al massimo. A lui del buon contratto gliene frega il giusto: vuole sentirsi vivo con le soddisfazioni di campo, per cui lotterà per riprendersi il posto».

Nonostante le sirene del Milan a gennaio, il legame con il mondo bianconero resta saldo: «No, ormai sente la Juve dentro, non vuole andare via. Se non lo cacciano, lui è molto legato al mondo bianconero: ora deve farsi sempre trovare pronto. Su questo basta ispirarsi ad uno come Rugani, un grandissimo esempio: quando veniva chiamato in causa rispondeva presente. In una grande squadra devi avere questa mentalità».

Sulla battuta televisiva riguardante un futuro da attaccante («Magari 15-20 gol li faccio davanti»), il padre ricorda il passato di Federico nel settore giovanile del Torino: «Penso abbia solo scherzato. Ma ha sempre avuto un buon senso della posizione: da ragazzino al Toro aveva il gol nel dna, piano piano però ha dovuto arretrare di qualche metro. Il suo tecnico di allora Andrea Menghini, prima degli Allievi, scelse di farlo agire dietro le punte. Adesso invece Fede è bravo a sfruttare le occasioni che si creano in area di rigore, ma può ancora fare meglio: deve ispirarsi ai difensori che vedo in Inghilterra».

Infine, Ludovico Gatti respinge l’etichetta di “Juve operaia”, preferendo esaltare il talento della rosa: «Non sono così d’accordo: la Juve riprende le partite perché ha talento, è piena di qualità che può emergere da un momento all’altro. Per questo hanno potenzialmente la forza per sistemare ogni partita». Resta l’amarezza per l’eliminazione contro il Galatasaray, macchiata dal gol di Osimhen: «In Champions la Juve mi ha dato grande soddisfazione, non solo Federico: la squadra mi ha proprio divertito mercoledì scorso, avrebbe strameritato di passare, ho visto un grandissimo spirito. Mi dispiace solo per il gol di Osimhen: ci è entrato anche Federico, perché ha fatto la scelta di prenderla in scivolata. Se magari fosse scappato un pochino andando a contrastarlo… ma coi se e coi ma si fa poca strada, c’era anche tanta stanchezza».

Il gol contro la Roma, dunque, è stato solo l’atto finale di una rincorsa cercata con freddezza: «Poteva essere contento per la prestazione col Gala, in realtà era molto deluso. Contro la Roma invece è stato un colpo di fortuna: lui ha solo concretizzato la rimonta, ma la Juve meritava di chiudere la partita almeno con un punto. È stato freddo, era convinto di essere in fuorigioco, ma è andato tutto bene».

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