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Calcionews24

·2 juin 2026

Ibrahimovic non è la soluzione: il Milan non può diventare il terreno di una battaglia personale

Image de l'article :Ibrahimovic non è la soluzione: il Milan non può diventare il terreno di una battaglia personale

Se le indiscrezioni fossero confermate, il problema sarebbe la concentrazione di potere, non il nome del direttore sportivo. Ibrahimovic è inadeguato

Il dibattito attorno al futuro del Milan sta assumendo contorni sempre più preoccupanti. Le indiscrezioni che raccontano di uno scontro di visioni tra Zlatan Ibrahimovic e altri dirigenti del club aprono una riflessione che va oltre i nomi di allenatori e direttori sportivi. Il punto centrale è un altro: chi sta realmente guidando il progetto rossonero e con quali competenze?


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Se davvero Ibrahimovic stesse cercando di imporre una propria linea tecnica, con determinate figure in dirigenza e in panchina, il rischio sarebbe quello di trasformare una società storica come il Milan in un laboratorio costruito attorno alla volontà di un singolo. E questo sarebbe un errore enorme.

Il mito del leader non basta per costruire un club vincente

Da calciatore, Ibrahimovic è stato un campione straordinario. Su questo non esiste alcuna discussione. Ma essere stati grandi in campo non significa automaticamente essere grandi dirigenti. Il calcio moderno richiede competenze manageriali, organizzative e strategiche che non si acquisiscono semplicemente grazie al carisma o alla fama personale.

Negli ultimi anni il Milan ha spesso dato l’impressione di muoversi in modo confuso sul piano della governance sportiva. In questo contesto, la figura di Ibrahimovic è stata presentata quasi come quella di un uomo capace di risolvere ogni problema. Una narrazione che, almeno finora, non sembra aver prodotto risultati tali da giustificare un accentramento sempre maggiore del potere decisionale.

Il Milan ha bisogno di professionisti, non di simboli

Un club delle dimensioni del Milan dovrebbe affidarsi a una struttura chiara, con responsabilità definite e figure scelte per curriculum ed esperienza specifica. Le decisioni non possono dipendere dal peso mediatico di una personalità, per quanto importante sia stata nella storia rossonera.

Se il progetto ruota attorno a una sola figura, il rischio è altissimo

La sensazione di molti tifosi è che il Milan stia perdendo tempo prezioso mentre le concorrenti costruiscono programmi tecnici coerenti. Se le indiscrezioni fossero corrette e se le scelte venissero condizionate principalmente dalla volontà di Ibrahimovic, sarebbe legittimo chiedersi se questo modello sia davvero nell’interesse del club.

Per questo motivo ritengo che la società debba fare chiarezza. Nessuno dovrebbe essere al di sopra del progetto Milan. I dirigenti passano, gli allenatori passano, i campioni passano. Il Milan resta. E qualsiasi figura che finisca per accentrare troppo peso politico o mediatico dovrebbe essere ridimensionata se ciò rischia di creare instabilità.

Il futuro del club deve essere costruito su competenza, programmazione e responsabilità. Non sul culto della personalità.

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