L’Allianz Stadium protagonista a Masterchef Italia 15: cosa è successo nella puntata svoltasi nello stadio della Juve? | OneFootball

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·22 janvier 2026

L’Allianz Stadium protagonista a Masterchef Italia 15: cosa è successo nella puntata svoltasi nello stadio della Juve?

Image de l'article :L’Allianz Stadium protagonista a Masterchef Italia 15: cosa è successo nella puntata svoltasi nello stadio della Juve?

La settima puntata del famoso programma televisivo si è svolta anche all’interno dell’Allianz Stadium, tra J Museum, siparietti e risate: ecco cosa è successo

Con un calciomercato bianconero che si sta accendendo, e le ultime voci su En-Nesyri che si vanno intensificando ora dopo ora, dopo il viaggio in Turchia del ds Ottolini, una parte del popolo juventino stasera ha potuto vedere sul piccolo schermo la propria casa: l’Allianz Stadium.Lo Stadium è stato infatti teatro e protagonista della prova in esterna del programma televisivo, conosciuto da tutti, MasterChef Italia, giunto alla sua quindicesima edizione.Ed usciti dalla Masterclass, varcati i cancelli dell’Allianz Stadium, lo spettacolo è salito immediatamente di livello. La puntata andata in onda ha trasformato lo stadio della Juventus in una cucina a cielo aperto, teatro di una sfida ad altissima tensione tra le due brigate, rossa e blu, chiamate a cucinare nel cuore di uno dei luoghi più iconici dello sport italiano.

Per il cooking show non si è trattato di un debutto assoluto in ambito sportivo: già alla puntata 10 della prima edizione, infatti, lo Stadio Luigi Ferraris di Genova era stato teatro di una memorabile prova in esterna. Un precedente che aveva segnato un punto di svolta nel racconto del programma, aprendo la strada a sfide sempre più ambiziose e scenari fuori dall’ordinario.


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Tornare oggi dentro uno stadio di Serie A ha però alzato ulteriormente l’asticella: cucinare all’Allianz Stadium ha significato confrontarsi con tempi serrati, grandi numeri e una pressione degna di una finale, dove — proprio come nel calcio — ogni scelta può cambiare il risultato.

IL RACCONTO DELLA PUNTATATutto è iniziato con una voce narrante che ha ripercorso i 130 anni di storia della Juventus, ricordando come dal 2011 il teatro dei successi bianconeri sia l’Allianz Stadium, casa anche del prestigioso ristorante Legends Club.

La scelta delle squadre negli spogliatoi (e la “panchina” di MasterChef)

Nel corridoio degli spogliatoi, ad attendere i concorrenti c’era Antonino Cannavacciuolo, tifoso dichiarato del Napoli. Il vincitore dell’Invention Test della puntata precedente ha avuto il potere di decidere le sorti della gara: scegliere chi portare con sé nella brigata rossa (spogliatoio Juventus), chi spedire nella brigata blu (spogliatoio ospiti) e chi lasciare “in panchina”, pronto a subentrare a gara in corso o destinato direttamente al Pressure Test. Non sono mancati i siparietti: ai concorrenti che si sono dichiarati tifosi juventini, Cannavacciuolo ha risposto con una battuta diventata subito virale: «Ognuno ha i suoi difetti».

In campo come in Champions League

Dopo la nomina del capitano della brigata blu, le due squadre hanno fatto il loro ingresso in campo dal tunnel degli spogliatoi, proprio come in una notte europea. A centrocampo, sul prato dell’Allianz Stadium, campeggiava il logo di MasterChef Italia, trattato visivamente come quello della Champions League. Le riprese, i movimenti di camera e i monitor dello stadio hanno reso l’atmosfera ancora più solenne e spettacolare.

Ad attendere i concorrenti, schierati in campo, i tre giudici: Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli.«Benvenuti allo stadio della Juventus», ha esordito Cannavacciuolo. Barbieri ha subito rilanciato evocando la storia: «Da qui sono passati campioni come Del Piero, Ronaldo e la BBC: Bonucci, Barzagli e… Giorgio Chiellini!»

L’ingresso di Chiellini e il discorso motivazionale

A sorpresa è entrato Giorgio Chiellini, oggi Director of Football Strategy della Juventus. Il suo intervento ha dato un tono quasi istituzionale alla sfida:«La Juve è famiglia, sacrificio e passione. È guardare al futuro. Siamo stati i primi a costruire uno stadio di proprietà».Da vero capitano, Chiellini ha incoraggiato anche il concorrente lasciato in panchina, definendolo «uno stimolo», e ha chiuso con un discorso motivazionale che ha emozionato il campo: «Seguite i vostri sogni e cercate sempre di migliorare. Perché qui vincere non è importante, è l’unica cosa che conta».

La sfida: cucinare per le leggende bianconere

L’obiettivo della gara era ambizioso: cucinare per 20 leggende e figure simbolo del mondo Juventus, tra cui Gianluca Pessotto, Sergio Brio, Sara Gama e Cristina Chiabotto, madrina dell’inaugurazione dello Stadium.I menù prevedevano un vincolo preciso: bianco e nero obbligatori, con la possibilità di aggiungere un tocco di rosa, in omaggio alla prima storica maglia della Juventus.

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Il premio che vale una finale

Mentre Locatelli e Barbieri restavano in campo con le brigate, Cannavacciuolo si allontanava con Chiellini. Prima, però, Barbieri annunciava il premio: il menù vincente entrerà nel Legends Club in una delle prossime partite della Juventus.

Tour nel museo: storia, trofei e… Maradona

Cannavacciuolo e Chiellini hanno visitato il Juve Museum, partendo dalla storica panchina su cui è stata fondata la Juventus. Tra ricordi di sconfitte inflitte agli avversari e maglie leggendarie, Cannavacciuolo ha più volte scherzato estraendo dal taschino un santino di Maradona. Si sono soffermati sulle maglie dei giocatori con oltre 300 presenze — Conte, Claudio Gentile — fino ad arrivare a quella di Chiellini. Nella sala trofei, tra finti malori e ironia partenopea («Anche a me piacerebbe una sala così per il Napoli»), Chiellini ha regalato allo chef una maglia numero 15, come l’edizione di MasterChef. Immancabile la chiusura di Cannavacciuolo: «Forza Napoli!».

Il servizio al Legends Club e i giudizi

Intanto, al Legends Club, i commensali prendevano posto. Si è partiti dagli antipasti della brigata rossa: il capitano ha citato una curiosità sul soprannome di Pinturicchio, ma Chiellini, Chiabotto e Pessotto hanno sorriso criticando la mancanza di “nero”. Anche alcuni tifosi arrivati dai club internazionali, persino da New York, hanno confermato la sensazione.In campo, Barbieri ha dato spettacolo con un’esultanza improvvisata verso la porta.Il primo piatto della brigata blu ha convinto di più: impiattamento elegante, stelle gialle al limone apprezzate e colori perfettamente juventini.

Secondi, dolci e risate

Il secondo della brigata rossa, presentato con ironia da una concorrente juventina, si chiamava “Baccalà alla Chiellini – per palati sopraffini”, strappando risate anche al diretto interessato. Il rosa del piatto, il parere positivo di Sara Gama e l’ok — con qualche appunto — di Luca Conte, responsabile ristorazione dell’Allianz, hanno tenuto aperta la sfida.

Il dolce della brigata blu, “Juve, storia di un dolce amore”, è stato accompagnato dall’urlo di Barbieri: «Che Chiellini ve la mandi buona!». L’assaggio ha convinto parte della sala.

La votazione e il finale da stadio

Ogni commensale ha votato con un gettone rosso o blu, a partire da Chiellini. La proclamazione è avvenuta su un podio, con cannoni di coriandoli pronti a sparare il colore vincente. La squadra trionfatrice ha poi corso in mezzo al campo sulle note dell’inno della Juventus, chiudendo una delle esterne più spettacolari nella storia del programma.

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