Leonardo non ha dubbi: «Cosa te ne fai dell’algoritmo se hai Maldini? Fa male non vederlo al Milan, quelli come lui non ce ne sono nel calcio di oggi» | OneFootball

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·11 mai 2026

Leonardo non ha dubbi: «Cosa te ne fai dell’algoritmo se hai Maldini? Fa male non vederlo al Milan, quelli come lui non ce ne sono nel calcio di oggi»

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Leonardo, intervistato dai microfoni di Cronache di Spogliatoio, ha parlato così della crisi del Milan e l’assenza di Paolo Maldini

Leonardo, figura storica del mondo rossonero, è tornato a parlare del momento travagliato che sta attraversando il club. Intervenuto nel nuovo format “Behind” di Cronache di Spogliatoio, l’ex allenatore, giocatore e dirigente ha parlato toccato diversi temi sulla crisi rossonera tornando sull’assenza di Paolo Maldini. Ecco, di seguito, tutte le sue dichiarazioni.

SULL’ADDIO DI PAOLO MALDINI – «Se hai Paolo Maldini al Milan, non so quale algoritmo possa dirmi che sia meglio non averlo. Non fa male solo a me non vederlo lì, fa male a tutti. Paolo è una figura che debba essere nel mondo del calcio. Io penso che figure così complete – perché lui si è completato nel tempo, ha fatto il dirigente ai massimi livelli, con successo, nella squadra in cui è stato per 30 anni – non ce ne siano nel calcio di oggi».


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SULL’IMPORTANZA DI UNA FIGURA COME MALDINI – «Sono sicuro che Paolo abbia tanto da dare. Oggi esiste una struttura molto politica, molto complessa, molto arcaica, che qualche impedisce pure che questo succeda. Quello di cui c’è bisogno, oltre alle idee e alle competenze e della voglia, è qualcosa che trascini, che faccia credere che ‘questa sia una cosa bella’ da seguire. E’ difficile trovare una figura che sia capace in modo unanime di passare questa idea. Io vedo in pochi queste caratteristiche e Paolo, forse, è l’unico».

SULL’USO DELL’ALGORITMO – «Oggi tante squadre non si basano più sul parere di un ds che abbia un peso. Lui fa determinate all’interno di un contesto di lavoro generale, ma c’è una cosa molto influente oggi che sono gli algoritmi. Io non ho nulla contro, ma l’ho sempre visto come un appoggio alla decisione della persona, non qualcosa che dovesse sostituirlo».

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