Leonardo categorico: «Non vedere Maldini al Milan fa male a tutti, non so quale algoritmo possa dirmi che sia meglio non averlo!» | OneFootball

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Calcionews24

·11 mai 2026

Leonardo categorico: «Non vedere Maldini al Milan fa male a tutti, non so quale algoritmo possa dirmi che sia meglio non averlo!»

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Leonardo categorico: «Non vedere Maldini al Milan fa male a tutti, non so quale algoritmo possa dirmi che sia meglio non averlo!». Le sue parole

Leonardo, ex giocatore, allenatore e dirigente del Milan, ha parlato a Cronache di Spogliatoio nel format Behind, soffermandosi sull’assenza di Paolo Maldini dal mondo rossonero e più in generale dal calcio italiano.

Secondo l’ex dirigente brasiliano, una figura come Maldini rappresenta competenza, storia e credibilità, qualità oggi difficili da trovare in un sistema sempre più complesso e politicizzato. Leonardo ha ricordato anche di aver avviato il percorso dirigenziale dell’ex capitano al Milan, sottolineando quanto possa ancora dare.


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Spazio anche al ruolo dei direttori sportivi, oggi condizionato dagli algoritmi, che per Leonardo dovrebbero supportare le decisioni umane, non sostituirle.

MALDINI – «Se hai Paolo Maldini al Milan, non so quale algoritmo possa dirmi che sia meglio non averlo. Non fa male solo a me non vederlo lì, fa male a tutti. Paolo è una figura che debba essere nel mondo del calcio. Io penso che figure così complete – perché lui si è completato nel tempo, ha fatto il dirigente ai massimi livelli, con successo, nella squadra in cui è stato per 30 anni – non ce ne siano nel calcio di oggi. Sono sicuro che Paolo abbia tanto da dare. Oggi esiste una struttura molto politica, molto complessa, molto arcaica, che qualche impedisce pure che questo succeda. Quello di cui c’è bisogno, oltre alle idee e alle competenze e della voglia, è qualcosa che trascini, che faccia credere che ‘questa sia una cosa bella’ da seguire. E’ difficile trovare una figura che sia capace in modo unanime di passare questa idea. Io vedo in pochi queste caratteristiche e Paolo, forse, è l’unico».

CONTRO GLI ALGORITMI – «Oggi tante squadre non si basano più sul parere di un ds che abbia un peso. Lui fa determinate all’interno di un contesto di lavoro generale, ma c’è una cosa molto influente oggi che sono gli algoritmi. Io non ho nulla contro, ma l’ho sempre visto come un appoggio alla decisione della persona, non qualcosa che dovesse sostituirla».

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