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·20 février 2026
đïž Monza, Petagna: âContro la Juve Stabia un segno del destino. Ecco come ho salvato la panchina del Gaspâ

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·20 février 2026

Andrea Petagna, tornato protagonista in Serie B con la maglia del Monza, si Ăš raccontato a tutto tondo senza tralasciare alcuni dei momenti piĂč difficili della sua carriera. Riprendiamo le sue parole da Tutto Atalanta:
Gasperini â âCredo fermamente di aver salvato il posto a Gasperini con quel gol che fissĂČ il punteggio sullâuno a zero. Probabilmente, il suo incredibile ciclo a Bergamo Ăš partito proprio in quellâistante. Dopo la vittoria dellâEuropa League mi ha ringraziato, ribadendo che tutto quel percorso straordinario era iniziato proprio da quella mia rete. Ă stato semplicemente fantastico leggerloâ.
Nazionale maggiore â âFu unâemozione talmente immensa da renderne i contorni quasi sfuocati nella memoria, non mi sentivo quasi a mio agioâ.
Rimpianti â âLâunico vero errore che non ripeterei Ăš quello di aver salutato Napoli. Avevo collezionato settanta presenze, stavo benissimo e proprio lâanno successivo i miei ex compagni hanno cucito lo scudetto sul pettoâ.
DifficoltĂ â âHo vissuto mesi durissimi a causa della malattia di mio figlio e della dolorosa separazione dalla mia compagna. Ă stata unâimpresa mantenere la concentrazione sul campo. Stavo malissimo, il vuoto mi circondava e anche chi gravitava intorno a me Ăš improvvisamente sparito. Chiedere aiuto a uno psicologo Ăš stato un passo fondamentale per non sprofondareâ.
Destino â âIl gol segnato contro la Juve Stabia Ăš stato un chiaro segno del destino: due notti prima avevo finalmente potuto dormire di nuovo con il mio bambino. Ă un momento che porterĂČ sempre nel cuoreâ.
Monza â âLa societĂ mi ha fatto sentire importante e io ho risposto allenandomi piĂč di chiunque altro per pura voglia di riscatto. Questa categoria oggi Ăš meno fisica ma molto piĂč giovane e imprevedibile. Noi abbiamo in rosa elementi abituati a palcoscenici superiori, ma la presunzione puĂČ essere letale. Serve unâumiltĂ feroce: se non corriamo e non lottiamo, rischiamo brutte figure, come abbiamo giĂ sperimentato sulla nostra pelleâ.
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