Rakitic rivela: «Sono stato ad un passo dalla Juventus. Italia senza Mondiali? Penso questo» | OneFootball

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·21 avril 2026

Rakitic rivela: «Sono stato ad un passo dalla Juventus. Italia senza Mondiali? Penso questo»

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Ivan Rakitic ha rivelato in una recente intervista di essere stato ad un passo dalla Juventus. Poi un commento sulla nazionale italiana

Ivan Rakitic, vice-campione del mondo con la Croazia nel 2018, campione di Barcellona e Siviglia, racconta sul Corriere dello Sport la sua visione dopo la mancata partecipazione dell’Italia al Mondiale 2026.COSA FARE «Vanno evitate le zone comfort, i nuovi calciatori vinceranno le sfide con il futuro se rinunceranno alle cose facili. Vanno intraprese le strade che ti mettono in discussione, rinunciando ai pranzi o alle merende che prepara la nonna. La vita che non ti sfida non ti stimola. Questo devono fare i giovani, questo devono fare gli italiani che vogliono riconquistare il mondo».ITALIA OUT «Sono dispiaciuto. Il Mondiale senza l’Italia per me è inconcepibile. Anche se purtroppo un buco di sedici anni rappresenta anche un fatto culturale e generazionale. Quanti giovani italiani hanno perso la loro crescita emozionale e sportiva insieme a quelle settimane che si trascorrono nel periodo mondiale, condividendo le imprese della propria nazionale. C’è un problema di educazione sportiva sentimentale. Non so spiegarmi cosa sia accaduto, mi sono sempre sentito vicino alla Nazionale italiana. È un fatto enorme».GATTUSO «È un mio caro amico. Gli ho fatto l’in bocca al lupo prima della gara con la Bosnia. Ma non ho ancora avuto il coraggio di chiamarlo».SENZA UNA CHAMPIONS DAL 2010 «Oltre quindici anni, un altro dato impressionante. I numeri non piacciono a chi gioca al calcio, però raccontano una verità. E bisogna tenerne conto».LE SOLUZIONI «Non è facile, però colpisce quello che mi raccontava Diego Perotti (che ha giocato nel Siviglia con Rakitic dal 2011 al 2014, nda): un campionato Primavera è stato vinto con una squadra priva di italiani. Bisognerebbe cambiare alcune regole. Investire sui giovani è denaro perso? In Spagna c’è un sistema con le giovanili che consente continuità e presenze a buon livello. Ma sono processi lunghi. A volte non si trova, in un club, il momento giusto per far emergere un giovane».RUGGERI IN SEMIFINALE CON L’ATLETICO MADRID «Sì, bravo. Bisogna avere il coraggio di non accontentarsi del luogo sicuro, della pasta preparata dalla nonna e mettersi in testa che è necessario affrontare fuori dalle zone sicure il proprio destino di calciatore».IN ITALIA POCO RITMO «Difficile dirlo da fuori, però se lo affermano tecnici competenti e capaci qualche verità c’è. Bisogna lavorare su questo. È anche inspiegabile che certi calciatori funzionino nei propri club, l’Inter comunque ha giocato due finali di Champions dal 2023 al 2025, e non brillino con la Nazionale».VICINO A UN CLUB DI A «In molte circostanze, peccato non esserci riuscito. È un mio rammarico. Juve? Inter? Sì, vero. Sono stato ad un passo».IL FUTURO DI MODRIC «Deciderà lui. È felice al Milan, credo che continuerà lì. Non c’è un suo erede, lui è inimitabile. Per la stessa storia del calcio mondiale. Nikola Moro? Può essere, si trova bene a Bologna, può crescere e in un futuro anche ambire ad un top club, ma io sono un fan di Mario Pasalic. Un centrocampista da area a area, sa giocare ovunque. Ma spero che Modric continui ancora per molto, due o tre anni».LA PROSSIMA STAR DEL CALCIO CROATO «Ne vedo tre. Io penso che possa affermarsi ad alti livelli Luka Vuskovic, difensore dell’Amburgo, il cartellino è però del Tottenham, difensore centrale. Ma credo molto nelle qualità di Martin Baturina, sta facendo benissimo con il Como, assist, giocate, ritmo, anche grazie a Fabregas: è l’esempio di un calciatore che è uscito dalla sua comfort zone a Zagabria, dove era già brillantissimo. Infine il difensore Josko Gvardiol del Manchester City».CHI CONQUISTERÀ EUROPA LEAGUE, CHAMPIONS E MONDIALE «Emery con l’Aston Villa è un serio candidato. Vincere è anche questione di metodo e lui sa applicarlo in club diversi, soprattutto addestrando e preparando i giovani. La mia favorita in Champions è il Psg, il Mondiale sarà invece una lotta fra Germania, Argentina, Spagna, Francia. Con una sorpresa: forse proprio la Croazia».

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