Juventusnews24
·18 février 2026
Sorrentino contro Chiellini: «In un Chievo Juve esultò mentre io ero a terra svenuto. Quando si è dirigenti bisogna fare una cosa»

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Le polemiche scaturite dal recente Derby d’Italia continuano a dominare le frequenze dei media sportivi, spostando l’attenzione dal campo alle scrivanie della giustizia sportiva e dei vertici societari. In questo clima incandescente, le dichiarazioni rilasciate da Stefano Sorrentino hanno aggiunto un carico da novanta a una discussione già satura di tensioni. L’ex portiere, ospite del podcast Ballo col Tir, non ha usato giri di parole per commentare le decisioni arbitrali e, soprattutto, i comportamenti dei protagonisti.
Mentre una parte della critica si scagliava contro il difensore dell’Inter per l’episodio che ha portato alla squalifica di Kalulu, Sorrentino ha scelto una linea difensiva basata sulla realtà vissuta negli spogliatoi. «Bastoni ha commesso un errore, è evidente, ma ora lo stanno massacrando troppo», ha affermato con fermezza l’ex numero uno di Chievo e Palermo. Secondo la sua visione, il moralismo eccessivo ignora quella che è l’indole stessa dell’atleta in contesti ad alta pressione.
Per Sorrentino, la malizia fa parte del gioco: «Tutti i calciatori simulano e accentuano, sta nell’indole del calciatore. Dobbiamo tirare fuori i vari Muntari, il contatto Ronaldo-Iuliano o Pjanic? Non ne usciamo più». Una riflessione che mira a normalizzare l’episodio, declassandolo da scandalo nazionale a semplice dinamica di campo, per quanto discutibile.
Il tono si è però inasprito quando il discorso è virato verso le proteste inscenate dalla dirigenza bianconera a San Siro. In particolare, Sorrentino ha puntato il dito contro Giorgio Chiellini, ricordando un episodio del passato per evidenziare una presunta incoerenza comportamentale. «Lo conosco bene: in un Chievo-Juventus mi scontro con Cristiano Ronaldo e resto a terra svenuto», ha esordito l’ex portiere, aggiungendo un dettaglio amaro sulla reazione dell’allora capitano: «La Juve segna e lui esulta tranquillamente, anche se ero privo di sensi. Ci sta nella foga della partita, siamo stati uomini di campo».
Tuttavia, il fulcro della critica di Sorrentino risiede nella necessità di un cambio di pelle per chi siede dietro una scrivania. La foga agonistica, accettabile in calzoncini e scarpini, diventa inadeguata quando si rappresenta ufficialmente un club di prestigio. La stoccata finale è un monito sulla compostezza istituzionale: «Bene la foga di chi sta in campo, ma quando sei un dirigente, tutti devono fare un passo indietro». Un richiamo alla responsabilità che invita la Juventus a una riflessione sul proprio stile comunicativo nelle situazioni di emergenza.









































