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·17 février 2026
Stadio Flaminio, D’Olimpio: «Non solo stadio, ma rigenerazione urbana. Previste nuove infrastrutture e…»

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Lo Stadio Flaminio è un a grande ambizione per il Club capitolino che potrebbe rappresentare la prossima grande pagina della storia della Lazio. A raccontarlo è stato il professore D’Olimpio (Responsabile Scientifico e Direttore e coordinatore del team di lavoro dell’Università La Sapienza di Roma) il quale ha spiegato ai microfoni del Club come stanno le cose.
RIGENERAZIONE URBANA – «La rifunzionalizzazione dello Stadio Flaminio è stata interpretata come una occasione per rigenerare un comparto urbano che attualmente evidenzia segni di degrado, architettonico e ambientale».
VISIONE STRATEGICA – «Lo Stadio Flaminio non può essere considerato come un manufatto edilizio fine a se stesso ma deve necessariamente essere considerato nell’ottica di una rifunzionalizzazione e rivitalizzazione dell’ambito urbano che gli appartiene».
CRITICITÀ ATTUALI – «Congestionamento dell’intera zona dovuto al traffico veicolare e alle necessità di parcheggio soprattutto nelle ore immediatamente prima e soprattutto immediatamente dopo gli eventi sportivi che si svolgono allo Stadio Olimpico. Il problema legato al traffico veicolare e ai parcheggi è un problema attuale esistente che non riguarda lo Stadio Flaminio, la cui realizzazione, nei termini indicati e proposti, va anzi a risolverlo».
DEGRADO E AMBIENTE – «Presenza di ambiti e zone urbane degradate e non controllate dal punto di vista progettuale; condizioni precarie della vegetazione diffuse nell’intero quartiere; qualità dell’aria e del microclima spesso problematica, come dimostrato dai dati forniti dalla vicina stazione di monitoraggio ambientale di Corso di Francia».
PARCHEGGI – «Delocalizzazione e azzeramento dei parcheggi auto connessi alla fruibilità dello Stadio Flaminio che insistono nelle aree del quartiere Flaminio e del Villaggio Olimpico. È prevista la delocalizzazione dei parcheggi in zone non residenziali per minimizzare l’impatto della mobilità privata ed evitare congestionamenti del traffico e quindi inquinamento atmosferico ed acustico. Il nostro è uno studio di pre-fattibilità. È prematuro parlare dei parcheggi. Abbiamo individuato delle aree a titolo indicativo, sicuri che ci può essere una compensazione tra un’area e l’altra. Le aree non possono essere interpretate come esecutive, è un punto di partenza. Va fatto il progetto. La questione acustica e dell’innalzamento dei decibel? Ne stiamo discutendo. Parliamo di cose premature in questa fase, dobbiamo ancora sviluppare la progettazione».
TRASPORTO PUBBLICO – «Incentivazione del TPL – Trasporto Pubblico Locale, autobus e metro. Si punta al potenziamento del servizio nell’ottica del conseguimento della quota di aumento del 20% degli utenti individuata dagli obiettivi generali del Piano Generale del Traffico Urbano».
METRO E INFRASTRUTTURE – «La fermata della metro A di piazzale Flaminio è ai margini dell’area dei 15 minuti a piedi dallo Stadio Flaminio. Inoltre, secondo i programmi, nel periodo in cui si potrebbe prevedere l’entrata in funzione dello Stadio, dovrebbe essere stato completato il prolungamento della linea metro C fino alla Farnesina, con specifica fermata proprio a Piazza Apollodoro, davanti allo Stadio Flaminio».
PONTE BAILEY – «È prevista la realizzazione di nuove infrastrutture di collegamento pedonale e ciclabile, come il ripristino dell’ex Ponte Bailey realizzato nel 1962. Consentirebbe di raggiungere lo Stadio direttamente dalle nuove aree di parcheggio di viale Tor di Quinto in meno di 30 minuti a piedi».
MOBILITÀ DOLCE – «Incentivazione della mobilità dolce ciclabile e dell’uso del motociclo, con creazione di specifici percorsi pedonali e ciclabili e aree di parcheggio dedicate».
ISOLA AMBIENTALE – «Trasformazione dell’area di riferimento dello Stadio Flaminio in isola ambientale, nell’ottica del conseguimento degli obiettivi del Piano Generale del Traffico Urbano».
RIQUALIFICAZIONE – «Ristrutturazione dell’ambiente urbano attraverso l’implementazione delle aree verdi e il recupero e la riqualificazione degli spazi urbani degradati, con particolare riferimento ad alcune aree del sotto-viadotto di Corso di Francia».
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