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·23 Juni 2026
Cardinale ridisegna il Milan ma il nodo resta: rivoluzione solo apparente – VIDEO di Alberto Petrosilli

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Per mesi si è parlato di rifondazione, di una nuova governance capace di correggere gli errori accumulati negli ultimi anni. Dopo una stagione segnata da contestazioni, risultati deludenti e una distanza crescente tra società e tifosi, molti si aspettavano una svolta netta da parte di Gerry Cardinale.
E invece, osservando il nuovo assetto societario, la sensazione è quella di una rivoluzione incompleta: un cambiamento parziale che rischia di lasciare irrisolti proprio i nodi più delicati.
La principale novità è il maggiore coinvolgimento operativo di Gerry Cardinale. Una decisione che può essere letta in due modi:
Il punto resta lo stesso: chi comanda davvero al Milan?
Nel nuovo quadro societario compaiono:
Tante figure, ma una catena di comando che resta sfumata.
Le domande chiave rimangono aperte:
Le grandi società moderne possono funzionare in modo collegiale, ma hanno sempre un punto di riferimento chiaro. Il Milan, oggi, sembra non averlo.
Se c’è un elemento che segna un cambio rispetto al passato, è l’arrivo di Amorim.
Il tecnico portoghese avrà un peso significativo nella costruzione della squadra. Una scelta che può essere vista come un’opportunità, ma che apre un interrogativo: è una strategia precisa o una necessità dovuta all’assenza di una figura dirigenziale forte?
Affidare molto all’allenatore può funzionare nel breve periodo, ma una società vincente deve mantenere una linea anche oltre il ciclo di un singolo tecnico.
Dopo settimane di attese e indiscrezioni, molti immaginavano l’arrivo di nuovi dirigenti e una struttura più chiara.
Invece il Milan ha scelto di riorganizzare risorse già presenti nell’universo rossonero e RedBird, senza introdurre quel vero elemento di rottura che una parte della tifoseria riteneva indispensabile.
Ed è qui che nasce la critica più forte a Cardinale: aveva l’occasione per una scelta netta, riconoscibile. Ha preferito una soluzione distribuita, più prudente, meno coraggiosa.
Forse il tempo darà ragione a questa impostazione. Forse la struttura si rivelerà moderna ed efficiente.
Ma oggi, con le informazioni disponibili, resta una sensazione chiara: il Milan ha cambiato molte caselle dell’organigramma senza sciogliere il nodo principale.
Chi guida davvero il progetto sportivo rossonero?
Finché questa risposta resterà indefinita, sarà difficile parlare di una vera rivoluzione.







































