Calcionews24
·23 Juli 2026
Difesa a tre o a quattro? Il dilemma tattico che spacca la Serie A e l’Europa

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Nel calcio moderno i moduli sono sempre più fluidi, ma la disposizione della linea difensiva continua a tracciare una demarcazione profonda. Di recente Antonio Conte ha sintetizzato il suo pensiero spiegando che “esistono due sistemi, uno difensivo e uno offensivo”. Tuttavia, la scelta tra difendersi a tre o a quattro rimane uno dei nodi tattici centrali per determinare gli equilibri sia nel campionato italiano che sul palcoscenico internazionale. Questa l’analisi de La Gazzetta dello Sport.
Analizzando il panorama internazionale, la difesa a quattro continua a raccogliere i successi più prestigiosi. Le quattro semifinaliste del Mondiale americano e i club vincitori delle ultime edizioni della Champions League e dell’Europa League, come il PSG di Luis Enrique e l’Aston Villa, hanno costruito i propri trionfi schierandosi con due centrali ed esterni bassi di ruolo.
Al contrario, la linea a tre appare sempre più un’eccezione vincente oltreconfine, come dimostrano i casi isolati del Crystal Palace in Conference League 2026 o dell’Atalanta europea. In Italia, l’Inter rappresenta il baluardo della retroguardia a tre da sette stagioni consecutive: una continuità che ha portato tre scudetti ma anche l’amarezza di tre finali internazionali perse.
In Serie A qualcosa sta però cambiando. Durante questa fase di collaudo estivo, tra le prime sette classificate della scorsa stagione prevale la linea a quattro. Il merito è legato soprattutto a due cambi di panchina emblematici:
A questo gruppo si aggiungono la Juventus di Luciano Spalletti — che si difende a quattro e imposta a tre o a due — e il Como di Cesc Fabregas, ormai certezza del calcio “quattrista” attesa dal doppio impegno tra campionato e Champions League.
Non mancano comunque i sostenitori della difesa a tre. Gian Piero Gasperini, ora alla guida della Roma, non rinuncia al suo format collaudato fatto di aggressività e corsa con cui ha riportato i giallorossi nella massima competizione europea. Allo stesso modo, il nuovo allenatore del Milan, Rúben Amorim, si affida al suo 3-4-2-1, fondato su principi rigidi di ri-aggressione e verticalizzazione immediata.
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